Nobel per l’economia

ANSA, 12 OTTOBRE, ORE 9:11

ROMA – Il premio Nobel per l’economia 2010 e’ stato assegnato a Peter Diamond, Dale Mortensen e Christopher Pissarides.

Il Nobel e’ stato assegnato ai tre economisti per il loro metodo di analisi dei mercati. Diamond e Mortensen sono studiosi statunitensi, mentre Pissarides e’ anglo-cipriota.

Perché tanta gente senza lavoro quando, allo stesso tempo, ci sono numerosissime offerte di impiego? E come la politica economica, può influenzare la disoccupazione? I vincitori del Nobel hanno cercato di sviluppare una teoria che potesse essere utilizzata per rispondere a queste domande” : lo spiega il Comitato Nobel in un comunicato.

In molti mercati – si evidenzia alla base delle loro teorie – domanda e offerta non sempre si incontrano facilmente e ciò succede anche nel caso del mercato del lavoro. Domanda di lavoro e offerta di posti, insomma, non si incontrano nonostante ci possa essere richiesta di lavoro non soddisfatta e disoccupazione sullo stesso mercato. Secondo il comitato il loro lavoro dimostra che “più sono alti gli stimoli alla disoccupazione più sono elevati tassi di disoccupazione e il tempo di ricerca di un nuovo lavoro“. Le loro teorie, continua il Comitato, sono tuttavia applicabili anche a mercati diversi da quello del lavoro, come ad esempio quello immobiliare, e anche a questioni legate a teorie monetarie, politica economica e finanziaria, economia regionale e addirittura familiare.

Peter A. Diamond, 70 anni, e’ nato a New – York ed e’ professore al prestigioso MIT, l’Istituto delle tecnologie del Massachusetts. Dale T. Mortensen, 71 anni, è’ nato a Enterprise (USA), insegna alla Northwestern University dell’ Illinois (USA). Christopher A. Pissarides, 62 anni, è nato a Nicosia (Cipro), e insegna alla London School of Economics.

Fin qui il lancio di agenzia. Avremo bisogno di un po’ di tempo per capire meglio i contenuti di questa teoria, che viene considerata un nuovo approccio alle problematiche relative al mercato del lavoro. Prendiamo spunto, tuttavia, dalla seconda domanda che l’Accademia Reale di Svezia si pone, vale a dire il ruolo della politica economica nella lotta alla disoccupazione. Certo, i tempi sono cambiati: oggi il mercato globalizzato del lavoro indirizza gli investimenti produttivi industriali verso i Paesi in Via di Sviluppo, dove la mano d’opera costa meno e dove è possibile trovare incentivi di tipo fiscale, tributario, doganale od altri ancora. Bisogna capire, allora, se la disoccupazione che affligge i paesi a capitalismo maturo proviene dal lato dell’offerta, vale a dire che sarebbe colpa dei lavoratori che rifiuterebbero determinati impieghi; o, piuttosto, dal lato della domanda, ossia gli imprenditori, sempre più alla ricerca di forme contrattuali di lavoro improntate alla precarietà ed alla flessibilità, oltre che a bassi livelli salariali. La questione, dunque, è quanto mai aperta.

Prof. Giuseppe Cantarella

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