La proposta di un gruppo unitario del segretario Bersani divide il Pd

«Non un patto occasionale, ma un percorso strutturale, che porti a un gruppo parlamentare unitario». Pier Luigi Bersani lancia così la sua proposta di un gruppo unico per Pd-Idv-Sel: l’obiettivo è quello di costruire un gruppo parlamentare unico del Nuovo Ulivo con Di Pietro e Vendola, con l’intento di presentarsi insieme alle elezioni. Ma la proposta del leader dei democratici ha spaccato il Pd. Sulla questione è intervenuto l’ex premier Romano Prodi affidando il suo pensiero all’ultimo libro di Bruno Vespa. Il Professore, negli ultimi tempi restio ad aprir bocca sull’odierna situazione politica italiana, ha messo il dito nella piaga delle divisioni interne evidenziando la debolezza dei democratici: «Nel Pd mancano disciplina e coesione. Le sue divisioni interne hanno tenuto in piedi un governo moribondo». Prodi, inoltre, ha evidenziato il paradosso di un esecutivo litigioso, come quello attuale, che avrebbe costruito dovunque la fortuna dell’opposizione. E a proposito di una possibile candidatura di Bersani alla premiership, Prodi afferma che quando un partito si chiede come conquistare il governo, la prima persona a cui pensare è il suo segretario. «Bersani va bene, ma se ci fosse una personalità con più chance di vittoria, il segretario del Pd potrebbe non essere il candidato premier del centrosinistra». Ipotesi riconosciuta anche dallo stesso Bersani: «Se c’è un candidato migliore per la ditta, sono pronto a farmi da parte. Romano ha ragione; se qualcuno pensa di avere più frecce al suo arco si candiderà alle primarie». Sarà magari il popolo di centrosinistra a decidere al prossimo referendum. Ma per stessa ammissione di Bersani «chiunque sarà il nuovo leader, sarà dura che possa essere migliore del Professore». Prodi, che ha battuto due volte Berlusconi, parla anche di una sua possibile ricandidatura: «Non c’è due senza tre, ma per il momento non ci sarà nessun ritorno in campo in quanto quella attuale non è la situazione politica adatta. Il mio Ulivo era un’altra cosa». Nell’ambiente politico di sinistra la proposta di Bersani piace a pochi. Paolo Gentiloni, fra i promotori del documento ‘veltroniano’ dei 75, è il primo a contestare questa visione: «Il gruppo unico con Idv e Sel non mi pare un’idea vincente». La pensa così anche Marco Follini secondo il quale il gruppo unico sarebbe una follia. «Non vinceremo le elezioni né costruiremo l’alternativa a Berlusconi facendo i gruppi unici», afferma Beppe Fioroni. Perfino Walter Veltroni si dichiara decisamente contrario. Favorevole, invece, il coordinatore della segreteria Pd Maurizio Migliavacca a patto che l’operazione porti a «un nuovo Ulivo capace di dialogare anche con le forze politiche di centro».

Filippo Turiano

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