Reggio ai reggini

Stringono i tempi per il PD a fronte del rischio di un definitivo sfilacciamento interno per la ricerca di un candidato per Palazzo San Giorgio  e si ritiene di avere realizzato la “quadra” riproponendo una usurata immagine della città, già proposta da Minniti – in una recente e famigerata interpellanza parlamentare – che vedrebbe Reggio in uno stato di “perenne emergenza” ed ingiustamente esposta ad un giudizio nazionale di totale sfascio morale e di dilapidazione del patrimonio finanziario. Non sono valse, a ciò, le puntuali chiarificazioni rese tempestivamente dal Governatore Scopelliti, suffragate dalle valutazioni e dal controllo dei competenti organi finanziari. L’obbiettivo oggi si è rivelato abbastanza evidente! E cioè proporre una soluzione in termini esclusivi di “sicurezza” per una città che si vorrebbe appunto perennemente esposta al disprezzo nazionale. Ovviamente non ci riferiamo alla figura istituzionale di un esemplare servitore dello Stato, il Prefetto De Sena, che ha operato con successo nella nostra città dapprima ed ora quale vicepresidente della commissione antimafia. La proficua presenza sul territorio di una magistratura inquirente di prim’ordine collaborata da una Polizia Giudiziaria dotata di alta professionalità soddisfa ampiamente ogni esigenza di tutela in tal senso. Permanendo sempre alta la vigilanza sul tema della sicurezza, è sotto gli occhi di tutti che la città si è resa ampiamente meritevole, per le due sindacature di Scopelliti, di apprezzamenti unanimi da parte delle agenzie di opinione e del successo elettorale indiscutibilmente corroborato da approvazione corale. Vogliamo solo significare che è tempo di rilanciare la fase dello sviluppo e cioè dell’inserimento della città di Reggio nel panorama delle grandi città, spendendo le sue chances sul versante del turismo culturale, dei beni culturali e di tutte le opportunità inedite che emergono ormai da anni. E per fare ciò è indubbio che occorrono sensori politici più moderni e sensibilità più vaste che sappiano cogliere, in un interessante capitale sociale, i profili altamente innovativi di queste idee di sviluppo e che soltanto portatori di cultura giovanile, innovativa e perché no di regginità, saranno capaci di portare all’evidenza. Di ciò, con apprezzata onestà intellettuale si è già reso conto proprio il Senatore De Sena, che senza mezzi termini ha già affermato che il Sindaco di Reggio deve essere un cittadino reggino. Ritornare su vecchi canovacci di una città esclusivamente assediata dal malaffare significa far torto ad un decennio di impegno civile portato avanti da Falcomatà prima e Scopelliti dopo. Ma a volere, per assurdo, seguire una prospettiva di degrado dell’agibilità democratica, fino a riproporre una soluzione in esclusivi termini di sicurezza, non si comprende perché la soluzione più adeguata non possa essere offerta proprio dalla candidatura di Marco Minniti, già vice ministro dell’Interno e parlamentare molto accorto sui temi della sicurezza.

Avv Luigi Tuccio – Coordinatore Grande Città – Popolo della Libertà

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