Acireale: trionfo di colori e allegria

Tra il bianco delle architetture barocche e il nero del selciato lavico delle strade, sfileranno i colori del “più bel Carnevale di Sicilia”.

Siamo ad Acireale, il cui nome deriva dalla mitologia greca. La leggenda narra l’amore tra Aci e Galatea, tra il pastore e la ninfa. Un amore che sfidò la gelosia del ciclope Polifemo che uccise il rivale scagliandoli uno dei suoi famigerati macigni. Dal sangue dello sfortunato mortale si formò il fiume Aci, poi cancellato dalle colate laviche dell’Etna ma rimasto nella memoria dei nomi.

Qui ― a pochi chilometri da Catania, a partire dal 19 Febbraio fino al 8 Marzo ― maestosi carri allegorici realizzati dagli artigiani della cartapesta; carri infiorati, anch’essi animati e illuminati; gruppi in maschera e majorette animeranno le vie cittadine.

Unitevi alla folla e lasciatevi trasportare dall’allegria della festa, vivrete ore di assoluta spensieratezza. Un’occasione speciale per ammirare, inoltre, i gioielli architettonici del ‘600 e ‘700 che circondano il cuore della città: la cattedrale di Santa Venera, la chiesa settecentesca dei Santi Pietro e Paolo, la superba facciata del palazzo comunale, il palazzo Modò. Questi sono gli edifici che fanno da quinta scenica a piazza Duomo, la cui pavimentazione è stata rinnovata su disegno dell’architetto Paolo Portoghesi nel 2009, sostituendo il cemento con la pietra lavica e la pietra bianca di Comiso.

Da qui il barocco si estende a buona parte del centro, in un tripudio di balconi fregi e mascheroni. Un ultimo consiglio. A pochi passi dal Duomo, lungo il corso Umberto I troverete un’ottima pasticceria dove potrete gustare cannoli fatti al momento e tante altre delizie tipiche della terra siciliana. Curiosità: la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo ha un solo campanile perché il secondo avrebbe impedito ai raggi del sole di dettare l’ombra sulla meridiana situata all’incrocio delle navate del Duomo.

Adele Sergi

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