Record dell’inflazione a Febbraio, più 2,4%

Nel mese di febbraio si è toccato il record dell’inflazione nel nostro paese. A spingere in alto i prezzi i rincari senza sosta dei carburanti, e quello degli alimenti. Il dato ha toccato quota più 2,4%, con una crescita mensile dello 0,3%. Secondo l’Istat, il prezzo della benzina è salito a febbraio, dello 0,8% su base mensile, con una crescita sui dodici mesi dell’11,8%. In aumento anche il gasolio per il riscaldamento con un netto più 1,8% mensile e un più 17,2% su base annua. Per quanto riguarda il capitolo alimentari, in salita il prezzo del pane con un più 0,3% mensile e 1,2% annuo e la frutta fresca a livello da record con rincari dello 1,4% e 2,4% rispetto a febbraio 2010.

Sul fronte pubblico, la crescita del Pil si è attestata attorno all’1,35%, mentre il rapporto deficit – Pil è salito al 4,6%. Debito pubblico senza freni, nonostante i tagli lineari del super ministro Tremonti il debito è salito al 119% del Pil. «Siamo in una situazione davvero allarmante» secondo il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi «in cui il Paese sta spendendo molto di più di quanto incassa, impoverendo in generale le fasce più deboli della popolazione, soprattutto anziani, disoccupati e giovani». In Italia uno su tre non trova lavoro, e quando lo trova o è sottopagato, oppure in nero, o addirittura gratis. Il record della disoccupazione giovanile si è toccato a gennaio, dove il 28,9% si trova senza lavoro. Il dato totale invece si attesta attorno all’8,6%. Cala invece seppure di un decimale la pressione fiscale, molto meno di quanto proclamato in campagna elettorale dal Governo. Nel 2010 per l’Istat si è attestata attorno al 42,6%, cinque decimi in meno rispetto al 43,1% del 2009. La crescita del Pil dello 1,3% va leggermente oltre le aspettative del Governo, che aveva stimato un più 1,2%, grazie alla crescita dello 0,6% dei consumi delle famiglie residenti. In calo la spesa pubblica, seppure lievemente, meno 0,1% e la domanda estera meno 0,4%. Tornando sui dati relativi alla disoccupazione, per il terzo mese consecutivo il dato di disoccupazione globale è rimasto inalterato, con una crescita rispetto a febbraio dello scorso anno dello 0,2%. Gli inattivi rispetto al mese scorso invece aumentano dello 0,5%, circa 80.000 posti di lavori in meno. La disoccupazione maschile è diminuita dello 0,9%, circa 110.000 unità, rispetto al mese precedente, ma in aumento del 5,2% rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda il pianeta del lavoro femminile, la disoccupazione è in crescita del 1,3% rispetto a dicembre e dello 0,1% su base annua.

Non c’è nulla da aggiungere a dei numeri che parlano da soli. L’Italia non solo non è fuori dalla crisi, ma appare legata ad uno sviluppo fiacco e incatenato dalla troppa burocrazia e tassazione. Se non si prendono provvedimenti seri e, il più delle volte impopolari, non si riuscirà a fare risorgere questo paese che da troppo tempo ondeggia sull’orlo del baratro. Sono stati troppi i governi di ogni schieramento che hanno fatto finta di governare, ma alla fine hanno indebolito il sistema Italia in toto.

Salvatore Borruto

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