Il linguaggio segreto dei fiori (Vanessa Diffenbaugh)

E’ stato definito l’evento editoriale più atteso del 2011 subito in cima alle classifiche dei romanzi più venduti;conteso da tutti gli editori,è uscito contemporaneamente in tutto il globo ed è stato venduto in ventisette paesi con aste agguerrite e cifre da record. Romanzo d’esordio per Vanessa Diffenbaugh che attraverso la descrizione della qualità di ogni fiore e pianta è riuscita a scavare dentro il cuore umano,dentro ogni contraddizione,profondità e tristezza. Una storia potente che mostra come sia possibile ricominciare anche quando non c’è neanche un granello di passato che possa aiutare a segnare la strada per percorrere il presente e per credere un minimo nel futuro. Per scrivere il linguaggio segreto dei fiori l’autrice ha tratto ispirazione dalla sua esperienza come madre adottiva;dopo aver studiato scrittura creativa alla Standford,ha tenuto corsi di arte e scrittura per ragazzi di quartieri disagiati. E chi si avvicina a queste pagine non può non farsi rapire dalla sensazione di completa immersione nella vita della protagonista,vera e sincera,quasi reale e familiare,sensazione che sicuramente scaturisce dal vissuto personale della scrittrice. Il linguaggio segreto dei fiori esce in Italia con diverse copertine,ognuna con un fiore dal significato differente. Dalla scelta il lettore sembra sentirsi coinvolto e sembra sperare di voler ritrovare un po’ di sé “sfogliando ogni petalo”! “Non mi fido,come la lavanda. Mi difendo come il rododendro. Sono sola,come la rosa bianca, e ho paura. E quando ho paura,la mia voce sono i fiori”. Questa frase credo possa racchiudere il senso del libro intero,è una fotografia perfetta del carattere  di Victoria. Una protagonista che non si sente tale ,che è vita ma non se ne rende conto. Un’infanzia difficile,un’adolescenza senza uscita, una paura cronica del contatto fisico,delle parole,sia delle sue parole che delle parole degli altri. C’è solo un posto in cui tutto si annulla e la sua dimensione sembra colorarsi di allegria,gerbera del suo cuore e’ il suo giardino segreto nel parco pubblico di Potrero Hill a San Francisco.

I fiori che ha piantato lei stessa in questo angolo di pace in una città che di terapeutico non ha nulla,sono la sua casa.

Casa senza porte,passaggio aperto sotto un cielo che le fa da coperta tutte le volte che rientra da giornate vagabonde scelte volontariamente dopo essere stata rifiutata da più famiglie a causa del suo carattere,troppo selvaggio e orticante, ma delicato e solitario come l’erica.

Abbandonata in culla infatti ha trascorso la sua infanzia saltando da una famiglia adottiva all’altra,e l’unica voce per esprimersi sono i suoi fiori attraverso i quali racconta le sue emozioni,occhi e profumo gli unici suoi mezzi.

Rosa bianca,solitaria in mezzo ad un mondo indifferente che la rende diffidente come la lavanda,fino all’incontro speciale e drammatico allo stesso tempo con Elizabeth.

L’unica vera madre che abbia mai avuto e considerato tale,la donna che le ha insegnato il linguaggio dei fiori. E grazie a questo dono Victoria tra le pagine riesce a prendere in mano la sua vita: è una fioraia e ha diciotto anni ormai,i suoi fiori son i più richiesti della città e lei è un dono speciale per tutti i clienti che giornalmente passano a salutarla solo per riuscire a vederla sorridere.

Piano piano, autonomamente e in compagnia di steli e verde cerca di curare la propria anima,ma le manca il fiore più prezioso,quello dell’amore,potenza in grado di curare la ferita più profonda causata dall’abbandono.

Un ragazzo misterioso che la osserva da lontano,sembra sapere tutto di lei,e sarà lui la rosa rossa in grado di alleggerirle il cuore. Un bianco acerbo grazie alla cura che lui riesce ad  avere per curare le radici invisibili di Victoria si tingerà di un rosso così vivo che sembra dare l’impressione di pulsare sotto le dita sfogliando le pagine.E’ una storia di coraggio quella di Victoria, miscela di speranza ,di sete di vita,di voglia di cancellare quella supplica dagli occhi,senso di voler ritrovare la serenità delle piccole cose mai avute, desiderio implacabile di non aver più paura.

Una forza immensa  che nasce dall’imperfezione di una ragazza che dell’originalità di chi ama e non vuole nulla in cambio fa il suo punto di forza. Non sa di essere simpatica,bella ,spigliata dolce e sensibile,fa di tutto per sabotare chi attorno vuole avvicinarsi, sceglie la ribellione ma non è lei quella che vuol far vedere a chi le sta attorno.

La fine del libro ovviamente non è da svelare,però alla fine del romanzo c’è una piccola sorpresa ,non  il solito indice ma:”Il dizionario di Victoria”,in cui in ordine alfabetico son elencati i significati di piante e fiori. L’intervista all’autrice nelle pagine conclusive sembra d’obbligo perché è impossibile riuscire a chiudere questo capolavoro dall’onestà impressionante senza sentire dentro la voglia di fare qualche domanda,magari banale ma che riesce a colmare un po’ di curiosità.

“Dopo aver appreso il linguaggio dei fiori non sono riuscita più a guardare un mazzo di fiori come prima”(Vanessa Diffenbaugh).

Le rose per la grazia e l’eleganza, la camomilla per emergere dalle difficoltà, la gerbera come l’allegria di un’inattesa speranza,i bouganville per la passione e l’aloe per curare il dolore. Ogni fiore ha un significato più intenso di quello che pensiamo e ogni lettore potrà giocare nel regalarsene uno in base al proprio umore giornaliero o al proprio carattere,e chissà …sarà più attento nel regalarlo conoscendo il vero significato di ognuno.

Buona lettura

Annamaria Milici

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