Pentedattilo. Tra storia e leggende, una realtà da (ri) scoprire

09\04\2011 – Pente-dactylos (cinque dita) è un piccolo borgo situato nell’area grecanica di Reggio Calabria. Fondato nel VII sec. a.C. dai Calcidesi, è un luogo ricco di fascino in cui è possibile passeggiare tra piccole case ormai in rovina, incastonate ai piedi della gigantesca “mano” di roccia, denominata “Calvario”. L’abitato, colpito a più riprese da disastrose calamità naturali – la più drammatica fu il terremoto del 1783 – e minacciato dai crolli della roccia, è stato completamente abbandonato negli anni sessanta, quando un decreto di sgombero, ritenuto indispensabile e urgente, costrinse gli abitanti a spostarsi a valle. Oggi, il borgo antico è icona turistica e culturale della Regione Calabria; diventando, per l’intensità delle attività di recupero e di promozione culturale, un “caso studio”. L’ONLUS pro-Pentedattilo – composta da associazioni locali e internazionali, abitanti del paese e persone che credono nell’esperienza di recupero – dal 1996 ha realizzato eventi educativi e formativi che, con il loro lavoro volontario, hanno contribuito notevolmente al recupero culturale, artistico e architettonico del borgo. Grazie a finanziamenti comunitari, è stato possibile impiegare manodopera specializzata per il recupero strutturale del paese e il restauro di alcune abitazioni con finalità di turismo sostenibile. Ad ammaliare i turisti, l’eccezionale bellezza paesaggistica di Pentedattilo: ginestre, mandorli, ulivi, agrumi e fichi d’india inquadrano e colorano, secondo la stagione, scorci di mare e di montagna. Addentrandosi lungo i vicoli e i sentieri, tra erba alta e gradini, si giunge ai resti del castello. Qui lo sguardo si perde fino a incontrare l’Etna fumante; per poi rincorrere Bova – capitale dell’area grecanica – la rocca di Santa Lena e gli spuntoni arenari di Prasterà, eremo del monaco bizantino S. Elia.

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Ad affascinare i visitatori è anche il mistero del luogo. Storia e fantasia popolare s’intrecciano nel racconto di una lontana notte di Pasqua. Era il 1686; Pentedattilo fu teatro di una tragedia: la Strage degli Alberti. Protagonisti di questa vicenda furono due nobili famiglie: quella degli Alberti, marchesi di Pentedattilo e quella degli Abenavoli, baroni di Montebello Jonico ed ex feudatari di Pentidattilo.

Ecco cosa successe:

“Fra le due famiglie, per lungo tempo vi era stata un’accesa rivalità per questioni relative a confini comuni; tuttavia, verso il 1680, le tensioni fra le due casate sembravano andare scemando sia per pressioni del Viceré, che intendeva pacificare la zona, sia perché il capostipite della famiglia Abenavoli, il barone Bernardino, progettava di prendere in moglie Antonietta, figlia del marchese Domenico Alberti. Nel 1685 il marchese Domenico morì e gli succedette il figlio Lorenzo, che alcuni mesi dopo la morte del padre sposò Caterina Cortez, figlia del Viceré di Napoli. In occasione di tale matrimonio, giunse da Napoli in Calabria un lungo e sontuoso corteo che comprendeva, oltre alla sposa, il Viceré con la moglie e il figlio Don Petrillo Cortez. Don Petrillo ebbe quindi occasione di conoscere Antonietta e, rimasto dopo le nozze con la madre a Pentedattilo, causa una sua improvvisa malattia, ebbe l’occasione di frequentarla e di innamorarsene; chiese dunque a Lorenzo di poter sposare Antonietta ed il marchese Alberti acconsentì alle nozze della sorella. La notizia del fidanzamento ufficiale fra Don Petrillo Cortez e Antonietta Alberti mandò su tutte le furie il barone Bernardino Abenavoli che, ferito nei sentimenti e nell’orgoglio, decise di vendicarsi su tutta la famiglia Alberti. Nella notte del 16 aprile 1686 Bernardino, grazie al tradimento di Giuseppe Scrufari, servo infedele degli Alberti, si introdusse all’interno del castello di Pentedattilo con un gruppo di uomini armati. Giunto nella camera da letto di Lorenzo, lo sorprese durante il sonno sparandogli due colpi di archibugio e finendolo con 14 pugnalate. In seguito, assieme ai suoi uomini, si lanciò all’assalto delle varie stanze del castello uccidendo gran parte degli occupanti compreso Simone Alberti, fratellino di 9 anni di Lorenzo, mortalmente sbattuto contro una roccia. Da tale massacro furono risparmiati Caterina Cortez, Antonietta Alberti, la sorellina Teodora, la madre Donna Giovanna e Don Petrillo Cortez, preso in ostaggio come garanzia contro eventuali ritorsioni del Viceré verso gli Abenavoli. Dopo la strage, Bernardino trascinò nel suo castello a Montebello Jonico l’ostaggio Don Petrillo Cortez e l’amata Antonietta, che sposò nella chiesa di San Nicola il 19 aprile 1686. La notizia della strage giunse in pochi giorni al Governatore di Reggio, quindi al Viceré Cortez, che inviò una vera e propria spedizione militare. L’esercito, sbarcato in Calabria, attaccò il Castello degli Abenavoli, liberò il figlio del Viceré e catturò sette degli esecutori della strage (compreso lo Scrufari), le cui teste furono tagliate ed appese ai merli del castello di Pentedattilo. Il barone Abenavoli, grazie a vari espendienti e appoggi, riuscì a sfuggire alle truppe del Viceré insieme ad Antonietta e, dopo aver affidato la moglie ad un convento, scappò prima a Malta ed in seguito a Vienna, dove entrò nell’esercito austriaco. Nominato capitano, fu ucciso da una palla di cannone durante una battaglia navale il 21 agosto 1692. Antonietta Alberti, il cui matrimonio con Bernardino fu annullato dalla Sacra Rota nel 1690 perché contratto per effetto di violenza, finì i suoi giorni nel convento di clausura di Reggio Calabria, consumata dal dolore e dell’angoscia di essere stata lei l’involontaria causa dell’eccidio della sua famiglia.”

La visita di questo piccolo borgo grecanico vi incanterà. Ovviamente la primavera è il periodo migliore per godere di una passeggiata all’aria aperta; ma solo in inverno, quando il vento soffia violentemente tra le gole della montagna, potrete ancora udire le urla del marchese Alberti. Curiosità: Ogni estate, Pentedattilo è tappa fissa del festival itinerante “Paleariza” (antica radice), importante evento della cultura grecanica nel panorama internazionale. Inoltre, tra agosto e settembre, fa da cornice al “Pentedattilo Film Festival”, festival internazionale di cortometraggio.

Adele Sergi

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