Nominato il nuovo capo di Al Qaeda

È stato nominato il nuovo capo dell’organizzazione terroristica di Al Qaeda. A darne notizia è stata la stampa pachistana, che ha riferito di una riunione segreta tra i capi maggiori dell’organizzazione, proprio ad Abbottabad, luogo in cui Bin Laden è stato ucciso. Si tratta dell’egiziano Saif Al Adel, al secolo Muhammad Ibrahim Makkawi, il quale ricopriva la carica di capo di Stato maggiore di al Qaeda anche prima del 2 maggio, il giorno in cui Osama Bin Laden fu ucciso ad Abbottabad. Stessa nazionalità del medico Al-Zawahiri, agiva nell’organizzazione fin dal 1981, anno in cui attraverso un attentato venne ucciso Anwar al Sadat.  Saif Al Adel, agli arresti domiciliari dal 2001 in poi, dopo l’invasione americana dell’Afghanistan, secondo la stampa è stato rilasciato un anno fa e si muove al confine nord tra il Pakistan e l’Afghanistan.

Al Qaeda dunque, dopo la morte del leader Osama Bin Laden, non si è fidata del tutto di Ayman al-Zawahri, colui che proprio con Bin Laden ha progettato gli attentati dell’11 settembre 2001 e che ora sta cercando consensi. Per questo per ora ha ripiegato su un nuovo capo, Saif al Adel. Dunque l’ indiscrezione, secondo cui la soffiata sul covo di Bin Laden sia arrivata direttamente dal numero 2 di Al Qaeda, prende forma e crea una spaccatura all’interno dell’organizzazione stessa.

Il ruolo assunto da Saif Al Adel è un ruolo ad interim, come spiega bene Noman Benotman, ex membro dell’organizzazione e oggi analista della britannica Fondazione Quilliam: «perché i jihadisti hanno mostrato impazienza e fatto sapere, via web, di essere estremamente preoccupati per il ritardo nell’annuncio del nome del successore. Si spera, adesso, che le cose si calmino. La decisione apre la strada all’ascesa di al-Zawahri, che avrà più tempo per convincere i miliziani della propria fedeltà». Secondo la stampa pachistana, Saif Al Adel è ritenuto la mente degli attacchi contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania nel 1998, che provocarono 86 morti, fra cui otto americani ed oltre mille feriti.

Salvatore Borruto

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