Il sindacato è una forza contrattuale e non d’opposizione o di governo

In Italia il sindacato pretende, da poco più di un decennio, di fare politica. Cerca di sostituirsi ad una sinistra inconsistente, assumendo così un ruolo che non gli compete e che nessuno gli ha demandato. I sindacati non rappresentano più la maggioranza dei lavoratori , anche se presumono di esserne la voce sociale, per la maggior parte i loro tesserati sono i pensionati. La verità è che la gente ha perso fiducia per chi urla in piazza per chi è sempre pronto a puntare il dito e  trovare un colpevole  per chi ostacola ad oltranza il governo e  con propone soluzioni anacronistiche. In chi pretende di rappresentare tutta la categoria del mondo lavorativo ma poi finisce sempre per sventolare nelle piazze durante le manifestazioni la falce ed il martello. La gente ha ampiamente dimostrato che preferisce le urne alle manifestazioni rumorose. Chi urla normalmente lo fa perché le sue ragioni, se spiegate con calma, non avrebbero importanza per sere ascoltate ,ecco che in questo caso urlare serve ad attirare l’attenzione.  Negli ultimi giorni anche il PD si è dissociato dal comportamento del della CGIL che proponendo lo sciopero generale sta contribuendo a far sprecare soldi e causare problemi al paese. Sembra assurdo che quando tutti cerchino di trovare ,se pur con molta difficoltà un punto d’incontro sulla manovra fiscale, il segretario generale Susanna Camusso cerchi di pilotare le proteste popolari nelle piazze. Dovrebbe invece aprire un tavolo di trattative con il governo del paese e discutere in maniera ragionevole gli emendamenti eventualmente da introdurre. Invece assistiamo ad una divisione dei sindacati, UIL e Cisl  sono in netto contrasto con la CGIL. Purtroppo la verità è che anche i sindacati sono delle caste con privilegi e costi elevati per il paese. Stranamente non si sono mai lamentati duranti i governi di sinistra (parliamo appena di 10 anni fa, che nella vita di un paese equivarrebbero a minuti nella vita di un uomo) quando la situazione per l’Italia non era poi così differente da quella dei giorni nostri. I patronati dei CAF e le deleghe sindacali sulle pensioni rappresentano una cospicua entrata fissa per sindacati, tutto creato ad oc durante i governi della sinistra italiana (l’ex Ulivo) con leggi. Per non parlare della famosa legge 127   emanata durante il governo Prodi, nella quale esiste un articolo che libera le associazioni dall’obbligo di autorizzazione nelle attività e nelle operazioni immobiliari. Si assistette all’istituzione di fondi di formazione continua gestiti direttamente dai sindacati e da associazioni di imprenditori.  Se è vero che l’Italia deve eliminare la casta dei politici è anche vero che deve abolire i privilegi dei sindacati, che sono  chiamati esclusivamente a tutelare i lavoratori nella loro totalità e non solo i loro iscritti. In un paese democratico, non si può cercare un ruolo politico per un’associazione che non è votata dal popolo. I tempi in cui i sindacati pilotano la vita politica sono fortunatamente morti con i Soviet nell’ URSS.

Fabrizio Pace

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About the Author: Fabrizio Pace

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