Giappone si dimette il premier Naoto Kan

Dopo diversi mesi dal disastro causato dal terremoto e dallo tsunami, il premier giapponese Naoto Kan si è dimesso dal proprio incarico. Sulla decisione presa ha pesato come un macigno l’olocausto nucleare che ha colpito il paese, e l’indecisione e gli insabbiamenti circa i livelli di pericolo e di radioattività nei luoghi attorno alla centrale di Fukushima. I sempre compostissimi giapponesi non hanno più tollerato le bugie del governo e della Tepco, e anche se pacificamente, hanno espresso tutto il loro disappunto per la triste vicenda accaduta.

A succedere al premier dimissionario sarà l’attuale Ministro delle Finanze Yoshihiko Noda, il quale è stato eletto alla guida del Partito democratico battendo al ballottaggio il titolare dell’Economia, del Commercio e dell’Industria Banri Kaieda. Prenderà dunque il posto di Naoto Kan sia alla presidenza della forza politica di maggioranza, il Partito Democratico, che alla testa del governo. Il voto di fiducia in Parlamento, previsto per domani, sarà dunque una pura formalità, data la netta prevalenza del Partito democratico nell’assemblea. Durante le votazioni Noda ha ottenuto 214 voti, contro i 177 di Kaieda, prevalendo in maniera netta all’interno dell’assemblea di partito. Nella corsa al posto di premier si era invece fermata al primo turno la corsa del Ministro degli Esteri Seiji Maehara. Subito dopo i risultati i cinque candidati si sono stretti la mano in segno di amicizia e di unità, per cercare di risollevare il paese dopo la gravissima catastrofe che lo ha messo in ginocchio. Il proposito è quello di guardare avanti, verso un futuro luminoso, per un paese già duramente colpito dalla crisi economica in precedenza, e dagli eventi dopo.

Yoshihiko Noda ha espresso tutto il proprio ringraziamento per l’elezione, e ha voluto spulciare il proprio programma  a breve e lungo termine. Ecco uno stralcio del discorso pronunciato di fronte all’assemblea e alla nazione: «La lotta è finita, ci sono molti compiti da svolgere e serve l’unità dei Democratici: ricostruire il Paese nel post terremoto e crisi nucleare. Dobbiamo dare risposte al popolo che ci ha chiesto di governare. Ora dobbiamo cominciare a governare, velocemente: è come se ci trovassimo a spingere su una collina una palla di neve mentre viene giù. Per risolvere il problema di Fukushima,  ricostruire la regione devastata, lottare contro il caro-yen e la deflazione, bisogna andare avanti tutti insieme nella stessa direzione. Ringrazio gli altri candidati per la compagna elettorale, molto breve, ma intensa: la lotta è finita e bisogna tornare a fare gruppo, altrimenti il nostro partito va a pezzi».

Salvatore Borruto

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