REGGINA-PESCARA 4-2

REGGINA, 3-4-1-2: Kovacsik, Cosenza, Emerson, Marino A.; Colombo, De Rose, Rizzo (36’ st Ragusa), Rizzato; Missiroli; Campagnacci (16’ st Ceravolo), Bonazzoli (22’ st Castiglia). All: Breda.

PESCARA, 4-3-3: Anania, Zanon, Brosco, Bocchetti, Balzano; Kone (35’ st Gessa), Verratti, Cascione; Sansovini (17’ st Giacomelli), Immobile (17’ st Maniero), Insigne. All: Zeman.

ARBITRO: Pinzani di Empoli (Assistenti: Marrazzo-Posado)

MARCATORI: 2’ Missiroli, 41’ Campagnacci, 16’ st Missiroli, 26’ st Cascione,  35’ st Maniero, 37’st rig. Ceravolo.

NOTE:  Spettatori: 5070 Ammoniti: Cosenza (Re), Brosco, Zanon (Pe).Angoli: 10 a 3 per il Pescara Recupero: 0’ pt, 3’ st.

Una Reggina frizzante e scoppiettante, attendista e cinica, supera con un eloquente 4 a 2 il Pescara di Zeman. La squadra abruzzese fa la partita, la Reggina la vince.

Nonostante l’ottima prova offerta da Ceravolo a Gubbio, Breda gli preferisce ancora una volta Campagnacci che affianca Bonazzoli, con Missiroli, che svaria negli ultimi 25 metri, alternando una posizione centrale a supporto delle due punte, ad una più esterna sull’out di destra (spostato dalla parte opposta a quanto visto contro il Grosseto al Granillo). D’Alessandro non ce la fa, al suo posto Colombo. L’intento è chiaro, attendere il Pescara e ripartire in contropiede. Da una palla inattiva dopo soli 2’, è la Reggina che alla prima occasione passa in vantaggio. La punizione di Emerson e di quelle che creano scompiglio davanti al portiere, Missiroli la spizza di testa da due passi, lasciato incredibilmente solo dalla difesa di Zeman. La gara si mette subito sui binari giusti per gli amaranto, che rischiano però e non poco al 4’ con Insigne che sbaglia clamorosamente tutto solo davanti a Kovacsik.  I biancoazzurri del Pescara però non demordono e trovano pure il gol con Sansovini, l’arbitro annulla giustamente per fuorigioco. La gara vive di continui capovolgimenti di fronte, con i 3 attaccanti ospiti sempre pericolosi ed imprevedibili. Al 20’ la Reggina potrebbe fare male. Il perfetto contropiede sull’asse Missiroli-Rizzato porta al cross quest’ultimo, ed il primo non trova il colpo di testa vincente per un nonnulla. Dopo un altro paio di sortite offensive degli ospiti, ecco la Reggina che trova il raddoppio. Missiroli illumina, Campagnacci ha una prateria davanti a sé e batte Anania. 2 a 0 e 4° centro stagionale per l’ex Giulianova.

Dopo l’intervallo, tanto per cambiare, il Pescara continua ad attaccare ed a lasciare il “fianco” scoperto. È da manuale del calcio la combinazione Missiroli-Campagnacci-Bonazzoli, con il Gigante D’Asola che lancia il numero 70 amaranto, che sigla il 3 a 0. Pescara in ginocchio? Macchè! Breda corre ai ripari, fuori Campagnacci e Bonazzoli, dentro Ceravolo e Castiglia. I difensori amaranto dopo una gara sostenuta ad alto ritmo abbassano un po’ la guardia, e Cascione su punizione, segna il 3 a 1 siglando il più classico dei gol dell’ex. Kovacsik non irresistibile nella circostanza. La squadra però continua ad arretrare ed al 35’ il neo entrato Maniero riapre la partita, insaccando la corta respinta di Kovacsik. Ceravolo però non ci sta, ed un minuto più tardi si procura e trasforma il calcio di rigore, che fa scorrere sul match i titoli di coda. Stavolta il Pescara alza bandiera bianca, e Missiroli pescato pregevolmente da Ragusa (subentrato a Rizzo), per poco non fa “cinquina”.

Una gara impostata tatticamente in maniera perfetta da Breda, che si “coccola” i suoi attaccanti e che gli daranno molti dubbi in settimana su cui scegliere dal primo minuto, lunedì contro l’Empoli. 12 gol all’attivo sono un ottimo bottino, ma i 6 al passivo fanno storcere un po’ il muso, anche se, per vincere al pallone bisogna segnare un gol più degli avversari; finché regge questo teorema ben vengano i gol subiti.

Fabrizio Cantarella