Incontro tra il Premier Mario Monti e il Presidente Ue Herman Van Rompuy

“Il monitoraggio dell’Ue in Italia è benvenuto, anche perché c’è piena sintonia con quello che l’Europa ci chiede”. Lo ha detto Mario Monti dopo un incontro con Herman Van Rompuy. Sugli Eurobond il premier ha poi ribadito: “Non devono essere visti come un tabù, ma come uno strumento che possa rendere stabile il mercato”. Dal canto suo il presidente della Ue ha invece confermato che “l’Italia molto presto presenterà le misure per risolvere la crisi”. Ma siamo davvero predisposti ad attuare le iniziative necessarie per far fronte ad un periodo così complicato? Periodo già previsto, sottovalutato, e lasciato maturare fino allo scoppio. Trascuratezze volontarie? Una situazione che è sfuggita di mano? Mosse strategiche e logiche di partito? Economia al collasso definitivo? L’evidenza che traspare cercando di star al passo con gli aggiornamenti continui circa gli incontri e le manovre per risanare il bilancio entro il 2013, è il bisogno di avere l’appoggio, la fiducia, e l’attenzione dell’Unione Europea. Un anello perfetto, senza possibilità di vedere il punto di saldatura, in un gioco di alleanze e schieramenti, delicato equilibrio di coesione e resistenza che se oscilla e precipita, fa sgretolare l’intero sistema. Perde una Nazione, e perdono tutti. Sostegno Europeo, sperando che l’Italia a sua volta sia più partecipe rispetto al passato, per cercare di ridisegnare insieme una cartina che sia geograficamente che politicamente ha mischiato interessi prioritari con quelli che avrebbero potuto occupare non la prima fila del teatro tutto mondiale nel quale stiamo recitando.

Annamaria Milici

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