PROBLEMI CARDIACI CALABRESI

Sono ancora il “big killer” dei calabresi, seguite dai tumori: le malattie cardiovascolari continuano a detenere il primo posto tra le cause di morte nella regione e la principale ragione di ricovero in ospedale. L’allarme è stato rilanciato in occasione della presentazione del 72/mo congresso nazionale della Società italiana di cardiologia (Sic) che si tiene da oggi a lunedì a Roma. In Calabria nel 2008, secondo l’Istat, su 18.190 decessi ben 7.922 sono stati provocati da malattie del sistema circolatorio mentre 4.405 sono da addebitare ai tumori. La provincia dove si sono contate più vittime è quella di Cosenza (2.938 decessi), seguita da Reggio (2364), Catanzaro (1449), Vibo (613) e Crotone (558). In tutta l’Italia, però, pur restando la prima causa di mortalità, le malattie cardiovascolari fanno meno vittime: tra il 2003 e il 2007, nella regione, il tasso di mortalità per malattie del sistema cardiocircolatorio, fa registrare un -7,4 ogni centomila abitanti, -8 per gli uomini e -6,9 per le donne. In Calabria in un solo anno i ricoveri legati a malattie e disturbi dell’apparato cardiocircolatorio sono stati 44.738 dei quali 3.130 per infarto miocardico acuto. “Che le malattie cardiovascolari – afferma Salvatore Novo, presidente della Società italiana di cardiologia – siano la principale causa di morte in Italia non è una novità. Ma non é stato sempre così. Nei 150 anni dell’Italia è un primato che hanno ‘conquistato’ negli ultimi anni, correndo di pari passo ai cambiamenti sociali, si è allungata la vita media assieme ai progressi scientifici, pensiamo solo agli antibiotici. All’indomani dell’Unità d’Italia le malattie dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente, le malattie infettive e parassitarie facevano molte più vittime delle malattie del sistema circolatorio e dei tumori

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About the Author: Giuseppe Dattola