Riattivato il trattato di amicizia Italia-Libia

Nella giornata di ieri il presidente del Consiglio nazionale transitorio della Libia (Cnt) Mustafa Abdel Jalil è arrivato in Italia per una visita ufficiale. Il leader del neo governo libico ha incontrato il premier Monti, ribadendo la volontà di riattivare il trattato di amicizia risalente al 2008, siglato dal precedente Governo, con il defunto Gheddafi. L’accordo, prevede una stretta collaborazione sul campo dell’immigrazione clandestina, rafforzando sempre di più i controlli bilaterali, al fine di evitare le tragedie dei mesi scorsi. Inoltre sono previsti una serie di investimenti economici italiani in Libia, e un risarcimento per l’avventura coloniale italiana in Libia, pari a circa 4 milioni di Euro in 25 anni, con un’attenzione particolare alle aziende italiane nel campo dell’assegnazione delle commesse. La giornata del presidente Jalil, è stata abbastanza lunga. Infatti dopo l’incontro con Monti, Jalil è stato ricevuto al Quirinale dal presidente Giorgio Napolitano e dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata. In giornata anche un colloquio con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Secondo il premier Monti: «Con Jalil abbiamo deciso di riattivare il Trattato di amicizia la cui applicazione era stata sospesa. Tale azione è volta all’interesse di entrambi i paesi. La Libia con il presidente Jalil sta coronando le sue aspirazioni alla libertà e alla democrazia. Mi complimento con il Cnt per la determinazione mostrata in ogni momento ad evitare qualsiasi atteggiamento vendicativo». Il presidente del Consiglio ha poi confermato l’impegno economico italiano in Libia, annunciando lo scongelamento dei fondi libici in Italia passati da 230 milioni a 600 milioni. L’Italia inoltre sarà in prima linea in diversi campi, quali sicurezza, energie e infrastrutture. Inoltre nella fase di ricostruzione il nostro paese sarà in grado di dare un grossissimo contributo alla nuova causa libica.

Salvatore Borruto

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