NORME PER GLI STRANIERI

Ok al permesso di soggiorno, ma lo straniero che lo chiede deve dimostrare un’adeguata conoscenza della lingua italiana parlata e della vita del Paese. Il tutto misurato i punti: 16 sono quelli assegnati all’inizio, 30 quelli da raggiungere alla verifica, dopo due anni. Ma i crediti potranno essere accresciuti o decurtati. La novità è introdotta dal regolamento sulla disciplina dell’accordo di integrazione contenuto nel decreto del presidente della Repubblica pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Il regolamento entrerà in vigore fra quattro mesi. A partire da quella data, l’immigrato che fa domanda per ottenere il permesso di soggiorno dovrà sottoscrivere contemporaneamente un accordo di integrazione con lo Stato con il quale si impegna ad acquisire una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente almeno al livello A2; ad acquisire una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione, del funzionamento delle istituzioni pubbliche e della vita civile in Italia, con particolare riferimento a sanità, scuola, servizi sociali, lavoro e obblighi fiscali; garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei figli minori; assolvere gli obblighi fiscali e contributivi. All’atto della sottoscrizione dell’accordo vengono assegnati allo straniero 16 crediti, corrispondenti al livello A1 (inferiore quindi a quello A2 che si impegna a raggiungere) di conoscenza della lingua italiana parlata ed al livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia. L’accordo ha durata biennale. Un mese prima della scadenza, lo sportello unico per l’immigrazione ne avvia la verifica invitando lo straniero a presentare, entro 15 giorni, la documentazione necessaria ad ottenere il riconoscimento dei crediti. In assenza di questa, l’interessato può chiedere di farsi ‘valutare’ attraverso un apposito test a curo dello Sportello unico per l’immigrazione. L’accordo sarà adempiuto se lo straniero otterrà un punteggio pari o superiore ai 30 crediti. Ci sarà una proroga per un anno qualora il numero di crediti finali sia compreso tra uno e 29. Inadempimento dell’accordo e conseguente espulsione se i crediti saranno pari o inferiori a zero. I crediti vengono decurtati in caso di condanne penali, anche non definitive e sanzioni pecuniarie di almeno 10mila euro. Accresciuti con la partecipazione a corsi, il conseguimento di titoli di studio, onorificenze, svolgimento di attività economico-imprenditoriali, scelta di un medico di base, partecipazione ad attività di volontariato, sottoscrizione di affitto o acquisto di una casa. Lo Stato, da parte sua, si impegna ad assicurare, entro un mese dalla stipula dell’accordo, la partecipazione gratuita ad una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita in Italia della durata di un giorno. La mancata partecipazione a questa sessione comporta un taglio di ben 15 dei 16 punti assegnati.

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About the Author: Giuseppe Dattola