Debito pubblico: fardello insopportabile soprattutto per le giovani generazioni.

Giorgio Napolitano“Basta giovani precari e sfruttati”. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando della riforma del mercato del lavoro, si è soffermato sulla condizione dei giovani (alcuni dei quali precari e sfruttati). La richiesta del Capo dello Stato, è quella di un maggiore impegno da parte delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali per contrastare la piaga della disoccupazione, che colpisce in primo luogo donne e ragazzi: “Le giovani generazioni, sulle quali grava già un debito pubblico che tende a diventare un fardello insopportabile – scrive il capo dello Stato in un messaggio inviato per il terzo congresso dell’Ugl – devono poter accedere al mercato del lavoro in modo che non siano penalizzate da ingiustificate precarietà o da forme inammissibili di sfruttamento”. E alle parti sociali si rivolge chiedendo un “forte spirito unitario” in modo che contribuiscano “a sviluppare un confronto aperto e costruttivo sulle soluzioni da perseguire”. Confronto costruttivo che potrebbe anche sorgere se solo ci fosse maggiore attenzione e riguardo per le obiezioni e gli argomenti dei sindacati, che, non tarderanno a scendere in piazza (il 13 Aprile). L’allarme sociale sembra essere alle porte, sia a causa di una crescente disoccupazione, sia perché, coloro che hanno lasciato il lavoro, hanno visto allungarsi i tempi della pensione. Anni di sacrifici che sfumano a causa di scelte che, condivise o meno, stanno oscurando un futuro (già in condizioni normali), difficile da delineare. I dibattiti non si placano e le organizzazioni non si arrendono, preannunciando campagne fatte di appelli, raccolta firme e scioperi contro la riforma del mercato del lavoro ed in particolare sulle modifiche all’articolo 18. L’obiettivo è quello di suscitare qualche reazione, anche se, al momento, i disordini e i drammi non sembrano essere problemi che interessano al Governo, impegnato nel percorrere senza fermate, una marcia tecnica verso l’ascesa dell’ Italia. Ma se ogni Nazione è lo specchio dei suoi cittadini, le perplessità dilagano, essendo ancora lontani dai risultati. Dopo aver ascoltato e letto per mesi, parole come sacrifici, e tempi duri, ci si sente ancora, e forse più di prima, smarriti e in preda alla preoccupazione.

Annamaria Milici

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