Svolta in Francia Hollande presidente

Svolta a sinistra in Francia. Il leader socialista François Hollande vince le elezioni presidenziali con oltre il 52% dei consensi. Battuto il presidente uscente Nicolas Sarkozy, che si è fermato al 47% circa.

Era da oltre 17 anni che l’Eliseo non ospitava un presidente socialista. Infatti  l’ultimo socialista a guidare la Francia fu François Mitterrand. Fine di un’epoca dunque per il paese transalpino, che boccia in maniera definitiva le politiche di rigore sull’asse Berlino-Parigi.

Dalla piazza della Bastiglia il leader socialista si rivolge al popolo francese: «I francesi hanno scelto il cambiamento. Davanti a tutti voi, mi impegno a servire il mio Paese. E sono fiero di essere stato capace di riaccendere la speranza».

Ancora Hollade nel suo primo discorso da presidente transalpino: «L’Europa ci guarda. Nel momento in cui il risultato è stato proclamato, sono sicuro che in tanti Paesi Ue c’è stato un sollievo, una speranza, l’idea che l’austerità non può più essere una fatalità. E’ una vittoria per lanciare la crescita. Il 6 maggio deve essere una grande data per il nostro Paese, una nuova partenza per l’Europa, una nuova speranza per il mondo. Provo un’immensa emozione».

Esce di scena così dopo un solo mandato il presidente Sarkozy. Apparso molto commosso, Sarkò ha riconosciuto la vittoria dello sfidante: «E’ stata una scelta democratica e repubblicana. François Hollande è il Presidente della Francia e dev’essere rispettato. Gli ho parlato al telefono e gli ho augurato buona fortuna. Mi auguro che la Francia riesca a superare le prove che l’attendono. C’è qualcosa di più grande di noi, è il nostro Paese, la nostra Patria, la Francia».

Infine il pensiero rivolto alla nazione: «Dobbiamo pensare alla grandezza della Francia, ringrazio i francesi perché mi hanno dato l’onore immenso di presiedere la Francia, esco da questa prova con un amore per la Francia ancora più forte».

Da ora in poi si apre una fase nuova per la Francia, e per l’Europa stessa. La fase del rigore e del controllo dei conti ad ogni conto, pare sia arrivata al capolinea. Le speranze di un cambiamento nelle politiche dell’Ue sono riposte nel nuovo corso francese, anche se il 20% dei consensi per la leader xenofoba Marine Le Pen spaventano e non poco.

Salvatore Borruto

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