Petrolio

09\05\2012 – Dopo la pausa determinata dalla data del 1^ Maggio, Festa dei Lavoratori, riprendiamo il discorso sul Petrolio, e trattiamo dei principali prodotti commerciali che derivano da esso. Il petrolio è una miscela di idrocarburi: questi sono composti della chimica organica costituiti da Carbonio, Idrogeno ed Ossigeno. L’industria petrolchimica si occupa perciò della distillazione e della raffinazione dei diversi prodotti commerciali che si possono ottenere dal petrolio. Vale la pena di ricordare che nell’economia del ‘900, l’industria petrolchimica ha rappresentato per molti Stati un pilastro portante dell’apparato produttivo. A partire dall’Italia: il nostro Paese ha sempre puntato sull’industria di raffinazione del petrolio, e basta ricordare il polo petrolchimico di Augusta, di cui già abbiamo scritto in precedenza. Senza dubbio il più importante derivato dal petrolio è la Benzina, o forse sarebbe più corretto scrivere al plurale, ossia le Benzine , visto che ne esistono diverse varietà: senza piombo, per usi agricoli, … L’importanza della Benzina è legata all’invenzione del motore a scoppio ed all’avvio dell’epoca dell’automobile, che ha determinato un elemento importante della Seconda Rivoluzione Industriale, realizzando anche un enorme contributo nello sviluppo industriale. L’industria automobilistica ha costituito per molti anni la spina dorsale dell’apparato produttivo italiano, sia per quanto riguarda gli effetti diretti, sia per quanto riguarda l’indotto.  Accanto alla benzina possiamo annoverare il Gasolio, detto anche nafta, che viene usato nei motori Diesel, un tempo appannaggio quasi esclusivo degli autotreni e degli autobus, oggi molto diffusi anche fra le automobili. Un altro prodotto commerciale derivato dal petrolio, di largo e crescente consumo in questi anni, è il GPL: con questa sigla si indica il Gas di Petrolio Liquefatto, anch’esso utilizzato per l’alimentazione delle automobili. Un importante derivato del petrolio è senza dubbio il Cherosene, il combustibile che ha legato la sua importanza all’applicazione sui motori aeronautici, grazie alla sua significativa componente oleosa. Altri derivati di largo utilizzo sono gli Oli lubrificanti, tanto importanti ed indispensabili nel funzionamento dei motori. Attenzione a non fare confusione con il Metano, che non è un derivato dalla distillazione del petrolio. Il Metano si può formare in un giacimento di petrolio, così che quando si estrae l’uno ne fuoriesce anche l’altro; oppure esistono giacimenti di solo metano. Fin qui l’applicazione di questi derivati nella motorizzazione. Ma non bisogna dimenticare che con il petrolio è possibile alimentare centrali termiche per la produzione di energia elettrica: facendo bruciare il petrolio si porta l’acqua a temperatura di ebollizione, con produzione di vapore, che alimenta il gruppo turbina – alternatore, producendo così l’elettricità. Purtroppo simili centrali elettriche sono inquinanti e costose, particolarmente in Italia: sappiamo, infatti, che l’Italia è praticamente priva di giacimenti di petrolio, e quei pochi impianti in funzione non coprono che il 7 – 8 % del fabbisogno nazionale. Vale a dire che siamo costretti ad importare il 93 % del petrolio che occorre in Italia. Per quanto riguarda, invece, il fabbisogno complessivo di energia elettrica in Italia, esso viene coperto per il 67 % da fonti fossili (carbone, petrolio, gas), per il 20 % da fonti rinnovabili (solare, eolico, biomassa) e per il rimanente 13 % da importazioni dall’estero, soprattutto dalla Svizzera e dalla  Francia, dove l’energia elettrica proviene largamente dalle centrali nucleari. Proprio di questo combustibile scriveremo la prossima settimana.

Prof. Giuseppe Cantarella

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