Nuovo massacro di civili in Siria

14\07\2012 – Ennesimo massacro di civili in Siria. Gli attivisti denunciano l’ennesima strage con oltre 200 persone uccise. Questa volta palcoscenico della mattanza è stata la cittadina di Tremseh, nella provincia orientale di Hama. Secondo gli attivisti ostili al regime di Assad, l’esercito del dittatore avrebbe organizzato un vero e proprio rastrellamento, con massacro e tortura dei malcapitati. La situazione al momento sembra veramente al collasso. Iniziano da più parti ad arrivare delle accuse formali anche contro l’Onu, reo di non riuscire a mettere fuorigioco Assad. Gli attivisti del Cns, il Comitato di liberazione siriano, hanno chiesta a gran voce la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, e l’invio di ispettori, affinché la verità di quest’ultima strage venga a galla. Se confermata, quella di ieri risulterebbe l’operazione più sanguinosa mai portata a termine dall’inizio delle ostilità fino ad oggi.

Al Palazzo di vetro al momento tutto è bloccato, grazie al veto russo. Dal canto suo l’ex colosso sovietico, ha fatto sapere attraverso il vice ministro degli Esteri Ghennadi Gatilov che «L’avvio di qualsiasi operazione di peacekeeping in Siria è fuori discussione oggi senza il preventivo consenso delle parti e in questo momento il governo siriano non è pronto». Leggera apertura invece dalla Cina. Il paese dalle quattro stelle ha fatto sapere che «studierà e valuterà seriamente» la nuova bozza di risoluzione sulla Siria, fino a oggi ostacolata dalla Repubblica Popolare.

Salvatore Borruto

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