La mobilità nell’area dello Stretto

Trasporti ed infrastrutture al centro della conversazione del forum “La mobilità nell’area dello Stretto”. Terzo appuntamento con il ciclo di incontri “Le città metropolitane di Reggio e Messina nelle prospettive di sviluppo dell’Area dello Stretto”, nel corso dei quali, attraverso l’intervento di Istituzioni, esperti e semplici cittadini, si sta procedendo alla disamina di problemi e prospettive per la realizzazione dell’area metropolitana dello Stretto. Peculiarità, esigenze, punti deboli e punti di forza al veglio dei relatori che si sono avvicendati per discutere della sinergia tra Reggio e Messina che potrà portare nuovo sviluppo alle nostre terre. Relatori: Felice Arena, professore dell’Università di Mediterranea di Reggio Calabria; Francesco Disarcina, segretario generale; Corrado Savasta, dirigente Autorità portuale di Messina; Salvatore Silvestri, Autorità Portuale di Gioia Tauro; Dario Latella, Università degli studi di Messina; Sebastiano Porcino, Capitaneria di Porto di Reggio Calabria; Carlo Alberto Porcino, Presidente della Sogas; Germano Maione, Ministero infrastrutture e trasporti. Il potenziamento ed una maggiore organicità dei collegamenti tra Reggio e Messina è il punto di partenza per la creazione di una vera e propria area, di un circuito tra le due città, che dovranno divenire fruibili da cittadini e turisti con la massima semplicità: un sistema di trasporti che per essere efficace non può prescindere da una sistematicità con i voli; elementi necessari per permettere il libero movimento all’interno dell’area. Dall’incontro è scaturita anche l’importanza della connessione trasversale che possa favorire il pendolarismo. Fondamentale, poi, la figura del Porto di Gioia Tauro che costituisce il più grande terminal per il transhipment all’interno del Mediterraneo.  Una rete infrastrutturale che va sviluppata e potenziata, che possa finalmente essere messa al servizio delle peculiarità commerciali, industriali e turistiche del nostro territorio, che necessitano di un giro di volta per il “decollo”. Il forum odierno è stato introdotto da Arena che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa che ha messo assieme mondo accademico, autorità portuali e istituzione per affrontare il problema dei trasporti nell’area integrata dello Stretto. Dall’analisi delle politiche comunitarie emerge in maniera netta la centralità del sistema portuale come motore di sviluppo economico – sono state le parole del docente -. Una misura che può servire da collante per le strategie territoriali della città Metropolitana di Reggio, Messina e Villa San Giovanni, potrebbe essere la costituzione di un’unica autorità portuale dell’Area dello Stretto. La gestione unitaria eviterebbe problemi di competenze e difficoltà di raccordo”. Il professore Latella ha fornito una dettagliata panoramica sulla normativa inerente il servizio di pubblico trasporto nell’Area dello Stretto. Ha parlato del servizio ferroviario tra la Calabria e la Sicilia e di come questo rivesta una rilevanza nazionale: “Il trasporto all’interno dello Stretto non riguarda una singola regione”, ha spiegato il docente che ha, poi, aggiunto molte informazioni relativamente agli scopi dell’intervento pubblico nel servizio di mobilità marittima. Anche Latella ha immaginato la costituzione di una “autority”, collegamento tra le due sponde: “Questo potrebbe essere il primo passo che porterebbe ad un’unione tra le due terre geograficamente separate”. Anche Disarcina ha affrontato l’argomento relativo alla creazione di un’unica governance: “Sarebbe sicuramente una gestione più complicata, perché ogni territorio ha le proprie peculiarità ed esigenze specifiche. Invece di creare un’unica autorità , sarebbe opportuno che quelle esistenti lavorassero in stretta sinergia”. Corrado Savasta ha affermato che “esiste già un riconoscimento giuridico dell’esistenza di un sistema integrato dello Stretto, che consente agli operatori di poter lavorare su scenari concreti di sviluppo dello Stretto e del sistema dei trasporti. “La potenzialità di sviluppo dei vari scali – ha affermato il dirigente – è legata indissolubilmente alla capacità di fare rete, superando la tentazione di concorrenza interna e proiettandosi sui mercati internazionali. A tal fine sono indispensabili strette sinergie istituzionali. Il destino della nostra area, per ragioni storiche sospesa tra progresso e sottosviluppo, dipende da tali scelte”. Salvatore Silvestri ha spiegato a chiare lettere l’importanza del ruolo del porto di Gioia Tauro. “Il suo sviluppo va costruito pezzo per pezzo ed inserito nell’ambito cittadino di Reggio Calabria. La costa Ionica e quella tirrenica vanno coinvolte nelle scelte che potrebbero portare allo sviluppo dei nostri territori. Le peculiarità del porto di Gioia sono invidiate dal resto del mondo –ha concluso – ma il suo vero problema è rappresentato dalla competitività. Va creata una sovrastruttura che possa gestire tante realtà che oggi risultano slegate tra loro”. Porcino, intervenuto in rappresentanza del Comandante della Capitaneria di porto di Reggio, ha parlato della necessità di creare sistema per rispondere alle esigenze della territorialità: “Fondamentale il raccordo tra porto ed aeroporto per dare massimo sfogo alle potenzialità”. Per il Presidente della Sogas, Carlo Alberto Porcino: “Il nostro scalo aeroportuale conta moltissimo sul collegamento con Messina; abbiamo un vasto bacino difficile da servire. Le potenzialità sono tantissime e vanno sfruttate”. Potenzialità, ha spiegato il Presidente, dovute al fatto che l’aeroporto reggino è, in realtà, l’aeroporto dello Stretto.  Maione si è, infine, occupato del trasporto marittimo veloce sullo Stretto facendo un excursus storico dei collegamenti tra Reggio e Messina. “E’ necessario ha affermato Maione – sulla base dell’esperienza vissuta, sviluppare una maggiore sinergia tra Amministrazioni regionali, provinciali e comunali per definire, d’intesa con il Ministero, una nuova visione strategica che ricomprenda l’intera area metropolitana dello stretto, che dovrebbe essere gestita come un sistema di trasporto locale integrato con tutte le modalità (ferroviario, stradale, aereo etc.) come avviene all’interno di una importate area metropolitana quale quella di una capitale europea. A questo proposito andrebbe rivisto l’intero sistema di collegamenti in una visione di governante integrata e possibilmente unitaria con un’unica cabina di regia”.

 

Federica Morabito

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