Va resta o che?

Silvio Berlusconi, non smette mai di spiazzare sia gli avversari che gli stessi alleati con continui colpi di scena e ripensamenti e riaggiustamenti delle varie dichiarazioni.
Ultimo “shock” per i media e la classe politica sono le dichiarazioni rese in un comunicato stampa pubblico, l’indomani della lettura della sentenza di colpevolezza nei suoi confronti, che non si sta’ a spiegare nei minimi termini, ma che possiamo riassumere a grandi linee come una condanna per “frode fiscale”. Il 27 ottobre, ultimo scorso, nella località di Lesmo, l’On. Berlusconi, come un fiume in piena, ha esternato tutto il suo rammarico verso la sopracitata sentenza di colpevolezza e dicendo la sua verità, senza risparmiare nessuno. Dai partner europei, a cominciare da Angela Merkel, fino a Mario Monti ‘colpevole’ di aver innescato una ”spirale recessiva senza fine”, passando per i ‘soliti’ giudici che vogliono la ”dittatura della magistratura”. All’indomani della condanna di primo grado nel processo sui diritti tv il Cavaliere sale sull’ottovolante. ”Obbligato a restare in campo”, annuncia al Tg5. In campo sì, ma non da candidato premier, puntualizza nella conferenza stampa di Villa Gernetto convocata in tempi strettissimi, annuncia che resterà in campo per portare a termine “l’opera di ammodernamento del Paese iniziata nel ’94”. A cominciare dalla riforma della giustizia e dell’architettura istituzionale dello Stato. Questa, sottolinea, doveva essere la ”missione” di Monti e non nasconde la delusione per il fatto che nessuna riforma costituzionale sia stata presentata dal governo. Afferma che Il governo è stato succube della Germania, che ha ”forzato” l’ Ue per decisioni che ”io non ho mai condiviso”, torna anche sui sorrisi ironici riservatigli dall’allora presidente francese Nicolas Sarkozy e da Merkel: ”Un tentativo di assassinio della mia credibilità”, affonda. A forza di stare dietro a questa Europa, sottolinea ancora il Cavaliere, gli italiani ”stanno tutti male”.  Dopo l’apertura di credito a Monti, contenuta nel messaggio del suo passo indietro, oggi Berlusconi inverte la marcia, tanto da frenare anche su ipotesi di un Monti bis. ”Se crederà di partecipare alle elezioni e di farsi eleggere a candidato premier, Monti potrà svolgere il ruolo di presidente del Consiglio. Non credo che dopo questa sospensione di democrazia del governo tecnico ci sia ancora il posto e lo spazio per una indicazione per chiamata e non per elezione”, rimarca.
Diciamo pure che si è tolto qualche “sassolino dalla scarpa”, come verrebbe da pensare… Ora stiamo a vedere cosa succederà all’interno del PDL e del Centrodestra, sempre che ne esista ancora uno…

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About the Author: Carlo Viscardi