Calabria. Piano energetico regionale non prevede il carbone

La Calabria è autosufficiente per quanto riguarda il fabbisogno energetico. Il piano energetico regionale non prevede l´utilizzo del carbone. Perché si dovrebbe permettere un tale insediamento produttivo e mettere a repentaglio la salute della popolazione – e quella dell´ambiente – per soddisfare il fabbisogno energetico di altre nazioni?Il carbone, principale fonte di emissione di gas serra del mondo, avvelenerà tutta la fascia del basso Jonio Reggino, con conseguente perdita della biodiversità e, come si evince dall´ampia letteratura scientifica analizzata nel rapporto su “Centrali a carbone e tumori”, avrà a lungo termine gravi ripercussioni sulla salute della popolazione. Il problema delle centrali a carbone non è solo un problema locale, ma interessa tutto il pianeta. James Hansen, uno dei più importanti climatologi del mondo, definito il “padre del riscaldamento globale”, basandosi sui suoi ultimi modelli e sulle osservazioni fatte da altri scienziati, è arrivato alla conclusione che il rischio del riscaldamento globale è molto più grave del previsto. L´anidride carbonica avrebbe già raggiunto nell´atmosfera livelli pericolosi e, se non si interverrà immediatamente, per esempio chiudendo tutte le centrali a carbone del mondo entro i prossimi vent´anni, il pianeta potrebbe subire delle modificazioni irreversibili: i ghiacci perenni si scioglieranno e, di conseguenza, il livello del mare salirà. Avremo così un pianeta diverso, con interferenze antropogeniche dannose. Quasi tutti gli scienziati ritengono che il carbone rappresenta la minaccia ambientale più grave e hanno invitato, con una lettera aperta, i governanti del pianeta a non costruire nuove centrali a carbone, raccomandando di avviare urgentemente un programma per la graduale dismissione delle vecchie centrali. Hansen ritiene che se ciò avvenisse, nel giro di qualche decennio si potrebbero abbassare le concentrazioni di CO2 in modo efficace ; è tecnicamente possibile farlo, siamo ancora in tempo, ma “bisogna agire subito”.

Giuseppe Dattola

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