Ed ecco i simboli

Presentazione Simboli Partiti Politici
Simboli Partiti Politici

Ormai la campagna elettorale stà entrando a pieno regime passando le varie tappe di rito. Ieri 11 gennaio alle 8 quasi in punto, all’ingresso del Viminale è cominciata la prima, complessa e caotica, giornata di presentazione dei contrassegni dei partiti che hanno deciso di candidarsi alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Come, negli ultimi anni siamo abituati a vedere, la situazione si è subito “scaldata” quando sono cominciate a comparire simboli civetta, in special modo per il M5S di Grillo e alla settima lista un certo “per l’Europa Monti presidente” di un certo Monti Samuele, consigliere comunale di una lista civica a Frabosa Soprana in provincia di Cuneo, il quale in bacheca si è aggiudicato una posizione di vantaggio rispetto ai due simboli autentici, uno per la Camera, l’altro per il Senato, di Mario Monti e la sua coalizione. Oltre a questi due casi si è presentato un simbolo molto simile a quello di Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. Il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Giovanni Favia, espulso da Beppe Grillo e dal M5S, sarà il capolista alla Camera di Rivoluzione Civile in regione. Lo ha annunciato lo stesso Favia, sciogliendo una riserva durata più di una settimana, dichiarando di aver riflettuto a lungo e deciso di accettare la candidatura offerta da Antonio Ingroia, dopo aver letto i 10 punti costitutivi della lista Rivoluzione civile e ritenuti in linea con le battaglie fino ad oggi svolte in nome e per conto del Movimento Cinque Stelle. Le prime polemiche arrivano dagli esponenti del M5S, che dichiarano inconcepibile il deposito in Viminale di un simbolo del Movimento falso, Il simbolo ‘farlocco’ è praticamente identico a quello ufficiale, manca solamente, nella parte in basso, la dicitura “beppegrillo.it”. Secondo Grillo, “e’ un sistema che sta collassando, è tutto marcio”. “Se va avanti così – ha aggiunto – ci sarà una rivoluzione violenta. E le polemiche lanciate da Grillo non finiscono continuando ad alludere e paragonare i politici al Truman show etc etc etc. L’arrivo dei grandi partiti inizia con la Lega, col simbolo presentato da Calderoli in persona, che occupa il posto n° 40 “Maroni Presidente”; il Pd, “Democratici di sinistra – Partito del socialismo europeo”, con tanto di Quercia e Rosa il 43/emo. Fra i simboli depositati questa mattina al Viminale ce n’é anche uno che si chiama ‘Io non voto Lista civica nazionale’, piazzatosi al 26/o e guidato dal palermitano Carlo Gustavo Giugliana, che afferma : “Rappresentiamo la maggioranza degli italiani visto che l’astensionismo è in continua crescita”. Giugliana, che vota invitando a non votare, si dichiara super partes, ricorda che il suo partito è stato creato nel 2005 e che rinuncerà ai rimborsi elettorali per destinarli alla ricerca sul cancro. La lista ‘Io non voto’ è preceduta da quella di Francesco Rutelli, ‘API Alleanza per l’Italia.Si prevedono alcuni ricorsi per i famigerati simboli “farlocchi” sia per l’M5S che per il partito di Ingroia. Le giornate del 14 e 15 gennaio saranno dedicate alla verifica della regolarità dei simboli. Qualora il ministero ravvisasse che un contrassegno non è conforme alle norme, il partito interessato dovrà sostituirlo entro le 48 ore dalla notifica dell’avviso.

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About the Author: Carlo Viscardi