I nuovi “paladini”

di Annalisa Brivio – E’ cosa nota che in campagna elettorale la lotta trai i contendenti è serrata. Appelli accorati, lunghi sermoni finalizzati alla persuasione, dichiarazioni da prima pagina e punzecchiature varie la fanno da padrone. Tutto è lecito o quasi ma, si sa, anche questa è politica, anche questo è oramai showbiz.parlamento In tutto questo circo mediatico però, c’è una novità. Il carrozzone politico ha sfoderato il suo jolly, le masse non potranno resistere a questa potente arma.. i cuccioli! Ebbene sì, anche il cuore più duro non potrà resistere agli occhioni dolci di quei poveri esserini che, loro malgrado, diventeranno il simbolo di una battaglia per loro paese. Tutto ha avuto inizio con il dolce Puggy, il carlino ribattezzato mascotte del Pdl dalla sua proprietaria, la fedele Micaela Biancofiore che, in modo del tutto casuale, rende pubblica una foto del dolce esserino tra le braccia di Silvio Berlusconi. Immediatamente la foto fa il giro del web.

La vulcanica Michela Brambilla, rapita probabilmente da quella bucolica immagine, coglie l’attimo e prontamente regala all’ex premier la dolce Vittoria, una giovane cagnetta abbandonata nei pressi di Palermo. La foto di Berlusconi che amorevolmente tiene tra le sue braccia la piccola sancisce definitivamente il suo impegno sul fronte animalista. Ormai la guerra dei cuccioli è aperta.

Mario Monti, ospite de “Le invasioni barbariche” su La7, ad un certo punto dell’intervista riceve una proposta inusuale, “sarebbe disposto ad adottare un cucciolo” le chiede la conduttrice Daria Bignardi. Bingo! La piccola Trozzy, questo il suo nome, viene delicatamente piazzato tra le braccia di Mario che prontamente comincia ad accarezzarla ed in un momento di grande emozione esclama “Posso dirle che sento anche che ha un cuore.. perchè batte!”. E’ ufficiale, un altro essere a quattro zampe, vivo, è entrato nell’ingranaggio della politica.

Essendo un perfezionista, Monti decide poco dopo di cambiare il nome della bestiola in Empatia, per gli amici Empy. La bestiola non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali circa il cambio del nome all’anagrafe. Pier Luigi Bersani non può essere da meno ed, in suo aiuto, arriva la figlia che prontamente pubblica sul web la foto del fidato amico di casa, un gatto nero. Rimane sconosciuto ad oggi il nome del fidato felino. Di Oscar Giannino si sa, grazie alla soffiata di Sallustri, che aveva un gatto di nome Arturo, ma la famiglia non ha rilasciato dichiarazioni circa lo stato di salute dell’animale. Con la speranza nel cuore che questi fidati animali possano presto avere dei nomi più dignitosi, propongo un minuto di raccoglimento in loro onore per l’importante compito che stanno svolgendo, sono le prime mascotte di campagne elettorali che il nostro Paese abbia mai conosciuto. Dato il forte impegno sul fronte animalista dei candidati premier, nella speranza che questi loro gesti abbiano contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’annoso problema dello sfruttamento e dell’abbandono degli animali, ricordo a tutti i lettori che la legge italiana vieta severamente l’abbandono degli animali e lo sfruttamento degli stessi per l’accattonaggio.

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