Galullo, da oracolo a carneade

CarneadeLa pretesa di far passare la vittima per carnefice è esercizio di larga diffusione, nonostante esso risalga agli albori dell’Umanità. Avuta contezza delle inquietanti “notizie” sulla informazione cittadina alle quali ha fatto cenno il Presidente Scopelliti nel corso della manifestazione “la DEMOCRAZIA SOSPESA”, inopinatamente si è scatenata una reazione incomprensibile. Si è cioè inteso indulgere al malvezzo, tipico di una meridionalità che non ci appartiene, di rispondere ad una domanda con la formulazione di un’altra domanda. Il tutto, perché il dito possa essere puntato contro il Governatore della Calabria, “imputandogli” (incredibile, ma vero!) di conoscere una informativa della Squadra Mobile reggina trasmessa alla Procura della Repubblica di Catanzaro, di averne divulgato aspetti scomodi quanto inquietanti, nonché la mancata indicazione della fonte. La reazione incontrollata di taluni operatori della stampa tradisce, sul punto, una suscettibilità eccessiva e, comunque, disancorata rispetto allo svolgimento dei lavori di un convegno “non recintato”, ossia “non a sovranità limitata a quelli che la pensano allo stesso modo”, sì come, nell’esordio di un apprezzatissimo e chirurgico intervento, l’acume e l’onestà intellettuale del Prof. Pasquino Crupi, con una vera e propria affermazione di principio, hanno inteso riconoscere agli organizzatori che hanno scritto una pagina di democrazia compiuta. Incidenter tantum: sull’evento si avrà cura di ritornare, giusto per segnalarlo a quanti non fanno mistero di non averlo affatto apprezzato ed oggi tentano, a dispetto di ogni e qualsiasi evidenza, di spostare altrove l’attenzione dell’opinione pubblica, nonostante, in nome di questa, essi dicano di spendersi ed operare.

E dunque, per venire al cuore di una vicenda a dir poco paradossale: esiste ripresa video integrale della partecipatissima manifestazione dello scorso venerdì 26 luglio. Sarà, quindi, di agevole percezione prendere atto che l’ansia di conoscenza di aspetti inquietanti di una parte del mondo dell’informazione operante nella Città dello Stretto sia stata resa manifesta solo a chiusura dell’intervento che il Presidente Scopelliti ha effettuato dopo che il Prof. Pasquino Crupi, da impareggiabile giornalista qual è, aveva finito di stigmatizzare il ruolo approssimativo e subalterno dell’informazione locale al cospetto delle “grandi firme” del Nord (l’eufemismo, qui, è voluto, ma la ripresa video rende efficacemente un’idea netta quanto cruda nella sua drammaticità!!)

Ognuno vede che il Presidente della Regione si è limitato a solo approfondire lo spunto, ben più severo, ben più sferzante, messo in luce dal rigore sul quale si era concentrata la dura critica del Grande Meridionalista che ne aveva preceduto l’intervento. E dunque, appare ben strano, o forse non lo è affatto, che si voglia creare una coltre di mistero su ciò che invece era manifesto: sul blog di Roberto Galullo de “Il Sole 24 Ore”, sin dal decorso anno 2012, campeggia la notizia della ormai famosa “informativa” che la Squadra Mobile reggina ha posto al vaglio della Procura di Catanzaro. Forse è il caso di chiedere lumi a Roberto Galullo, un oracolo che sembra non esser più tale: dopo aver rappresentato il manuale delle giovani marmotte della sinistra reggina, salottiera e radical chic, allorquando cioè era “utile” ai nazi-compagni che si abbattessero fendenti sulla città di Reggio Calabria, oggi, evidentemente, nessuno ricorda di averlo conosciuto o di averne compulsivamente frequentato il blog, tentando, quasi, di farlo apparire come l’utile carneade di turno.

In questa cornice, degna di una crosta, ci si può davvero permettere il lusso di ribaltare i termini della questione? Un primo contributo potrebbe essere offerto dalle approfondite conoscenze sulla vicenda messe in mostra proprio oggi da un giornalista reggino di Calabria Ora.  Se quel giornalista sa qualcosa, come sembra egli faccia intendere, non indugi un solo istante e renda palesi le sue conoscenze all’Autorità Giudiziara che sta vagliando la situazione; viceversa, chieda chiarezza a beneficio dei cittadini, sempre più disorientati, sempre meno disposti ad assecondare la categoria nel momento in cui essa sembra usare le “armi” della “casta”.

Avv. Oreste Romeo

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