Hinterreggio, Ferraro: “Puntiamo a far bene ed a valorizzare i giovani”

fr. ferrarodi Michele Favano – E’ successo tutto in una sola giornata. La separazione consensuale tra l’Hinterreggio e quello che doveva essere il tecnico della nuova stagione, Erra, poi la decisione di affidare la panchina a Francesco Ferraro, ex Reggina, allenatore preparato e stimato da molti, arrivato in punta di piedi, ma con le idee abbastanza chiare. “Tra il contatto e la decisione di accettare questo nuovo incarico, è passato pochissimo, dice il neo tecnico. Mi è stato proposto un programma che mira al mantenimento della categoria e alla valorizzazione dei giovani. La struttura e la conoscenza della società, mi hanno portato a chiudere l’accordo senza pensarci molto. L’idea di lavorare con giovani mi affascina, con i giovani ho fatto gran parte della mia breve carriera.

L’essere arrivato in alternativa ad un allenatore esperto e bravo come erra non credo provochi particolari scossoni. Magari a qualche calciatore sarà passato per la mente il concetto di una società che ha ridimensionato i propri obiettivi, ma sarà eventualmente un problema di facile risoluzione. Qui si vuole far bene attraverso una oculata gestione economica, le difficoltà le hanno tutti e per questo motivo si è tornato a guardare con maggiore attenzione ai settori giovanili.

Disoccupato fino al 30 luglio? Credo nei rapporti. Ho atteso il Roccella fino all’ultimo momento, poi dalla società mi è stato prospettato un programma diverso, che mi ha portato a rinunciare e quindi decidere di restare libero fino a ieri. Ho anche pensato di tornare a fare settore giovanile, è il mondo che mi appartiene e che regala le più grandi soddisfazioni.

Come giocherà l’Hinterreggio? E’ importante avere una idea di calcio. Quella idea va allenata, fermo restando che per mettere in pratica un buon calcio, ci vogliono anche gli interpreti. Io non ho avuto la possibilità di allenare grandi squadre, di sicuro i grandi giocatori esaltano le qualità di un tecnico e viceversa.

Io sono tra gli ultimi arrivati in questa categoria. Non ho la pretesa di stabilire fin da adesso, dopo un solo allenamento, la forza di questo gruppo. Devo prima capire il materiale umano che ho a disposizione e poi fare le dovute valutazioni. Non sono un mago, di sicuro ci vogliono elementi di categoria e qualche rinforzo che la società mi ha assicurato. Cerco gente motivata e non giocatori arrivati. Io ho fortissime motivazioni, è chiaro che per il sottoscritto è una grande opportunità e ci terrei a dimostrare che in questa categoria ci posso stare.

Oggi alleno in serie D e per me è un grande risultato. Spero di far bene soprattutto per la società che mi ha voluto. In chiusura permettetemi di ringraziare due persone che nel mio processo di maturazione e crescita professionale, hanno avuto un ruolo fondamentale e sono Peppe Geria, oggi alla Juventus e mister Cerantola.”

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