Intervista a Gaetano Gebbia

di –  Giuseppe Dattola – Mentre la Viola è in piena pre-season e perde con oltre venti punti di scarto contro il Trapani dell’indimenticato ex coach Lino Lardo, oggi facciamo parlare un altro allenatore che ha fatto la storia del team nero arancio: Gaetano Gebbia, reduce da una stagione nel mondo del calcio dopo aver insegnato basket ad altissimo livello.

Gaetano Gebbia
Gaetano Gebbia

Il bilancio di questa esperienza? “Assolutamente positiva, gratificante dal punto di vista professionale, che mi ha permesso di arricchire le mie competenze e di conoscere un mondo di cui prima sapevo molto poco. Ringrazio per questo la Reggina calcio per l’occasione offertami, che mi ha permesso di vivere questa esperienza che ritengo sia un privilegio riservato a pochi.”.  Una breve impressione sulla differenza fra il mondo del calcio e quello della pallacanestro:” Pur essendo lo sport decisamente più popolare il calcio è un mondo abbastanza chiuso e poco incline al cambiamento; la pallacanestro, da sport minore, cerca invece sempre di rinnovarsi, evolvendosi continuamente nelle regole, nel gioco, nella tattica, costringendo tutti gli operatori, a stare al passo con i cambiamenti. Potremmo dire che mentre il calcio cammina, il basket corre.” Gebbia uomo allenatore talent-scout che ha fatto grandi cose nel basket. Un pensiero sul momento che sta vivendo il movimento cestistico: “ La crisi che sta attraversando il paese e che si ripercuote anche nello sport ha evidenziato soprattutto la mancanza di dirigenti capaci e competenti; la diminuzione delle risorse inciderebbe di meno se ci fosse una classe dirigente capace di trovare soluzioni adeguate. Lo dimostrano quelle realtà dove si sono comunque raggiunti importanti risultati a fronte di budget ridimensionati.”. La Viola torna in legadue. Il progetto Muscolino va avanti. Si può ritornare ai fasti di un tempo: “ Difficile dirlo anche se è questa la speranza di tutti; ma la Viola di oggi, che sta operando molto bene, facendo un passo per volta, deve guardare avanti pur mantenendo il legame con il passato senza farsene condizionare; la storia della Viola non solo non va dimenticata ma anzi andrebbe sempre rinfrescata alle nuove generazioni senza  che rappresentai un peso per chi opera oggi.”.  Come ha scoperto Gebbia la frontiera argentina? “ Non è corretto dire che ho scoperto la frontiera argentina: la società mi inviò in sudamerica in seguito a delle segnalazioni ricevute e da lì partì questa avventura che ancora oggi fa sì che Reggio Calabria e la Viola siano molto conosciute al di là dell’oceano. Certamente, in quel momento, non si poteva immaginare che quel primo viaggio era l’inizio di un reclutamento che avrebbe portato alla Viola giocatori tanto importanti.”. Ci sono ancora terre inesplorate oppure ormai si è attinto talento da ogni angolo del globo? “Attualmente credo che l’Africa sia il continente con notevole potenziale dove guardare, anche se credo sarebbe meglio preoccuparsi di modificare il sistema pallacanestro in modo da dare la possibilità ai nostri giovani di emergere ed alle società di trovare conveniente investire nei settori giovanili.”. Il futuro prossimo di Gebbia:” Continuo la mia attività di consulenza a 360 gradi in attesa di nuove esperienze.

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