Aeroporto: si guardi ai fatti e al merito di quello che ho detto.

Se rileggessimo pubblicamente la mia dichiarazione fatta al momento delle dimissioni di D’Ambrosio dal Consiglio di amministrazione della Sacal, verrebbe fuori la correttezza della mia posizione e risulterebbe evidente che certe reazioni sono state scomposte ed offensive nei miei confronti senza entrare nel merito del problema sollevato.
Sindaco ed Amministrazione di Lamezia Terme hanno fatto in questi anni, più di chiunque altro, tutto il possibile per il bene dell’aeroporto lametino. Subito dopo le elezioni del 2010 ci fu un incontro con il presidente della Regione appena eletto, in cui dissi espressamente, come Scopelliti stesso potrà confermare, che se la Regione avesse puntato sull’aeroporto di Lamezia il Comune, senza chiedere nulla in cambio, avrebbe votato con piacere un lametino o anche un tecnico da lui designato quale presidente della Sacal. Le scelte di Scopelliti furono diverse, si orientarono verso un senatore del Pdl e presero la logica non del rapporto istituzionale, ma della lottizzazione politica. Il Comune di Lamezia nominò allora nuovamente l’ingegnere Grandinetti nel Cda, al quale raccomandò molta attenzione e vigilanza sulla gestione della Sacal che preoccupava molto il Comune.
Più volte in questi anni abbiamo dovuto lanciare l’allarme sia per la penalizzazione dell’aeroporto di Lamezia da parte della politica regionale e nazionale, sia per la gestione dell’aeroporto che ha avuto molte ombre e sopratutto risultati deficitari in termini di bilancio, tant’è che abbiamo dovuto votare contro gli ultimi bilanci e promuovere un’azione di responsabilità verso Speziali. A questo proposito vorrei ricordare che sono già passati, senza che sia accaduto nulla, più di due mesi dall’annuncio “solenne” fatto dal presidente Scopelliti del ritorno dei voli low cost Lamezia-Roma.
Tra le dimissioni dell’ingegnere Grandinetti e la nomina del dottore D’Ambrosio nel Cda della Sacal è passato poco tempo, quindi è del tutto fuori luogo il richiamo continuo al fatto che il Comune non avrebbe partecipato al Consiglio. Anche adesso, se non si vuole cogliere l’opportunità di un rinnovamento, il Comune comunque entro il mese di ottobre nominerà il suo rappresentante. La verità è un’altra: il Comune di Lamezia Terme è stato emarginato dalla maggioranza dei soci pubblici e privati della Sacal perché voleva una gestione completamente diversa da quella che c’è stata e soprattutto puntava a che la Regione facesse una scelta netta a favore dell’unico aeroporto internazionale della Calabria. Nella polemica si sono falsificate le mie posizioni. Chi è stato in silenzio sull’operazione Perseo ha sostenuto che io volessi farne un uso strumentale. È invece vero il contrario. Io quando pubblicamente mi sono riferito a persone indagate l’ho fatto sempre in maniera garantista, anzi augurando alle persone inquisite di uscire bene dalla vicenda processuale. Nel comunicato sulla Sacal non ho fatto alcun riferimento personale.
D’Ambrosio si è dimesso per dimostrare agli altri soci che non volevamo sollevare una polemica politica e che raccoglievamo la loro esortazione “a dare l’esempio”. E poi ci sono state le posizioni del Partito democratico (dirigenti e parlamentari) e di altre forze politiche e sociali che avevano chiesto l’azzeramento del Cda. I fatti quindi sono inequivocabili. Se il presidente Colosimo vuole seguire la strada del risanamento e del rilancio dell’aeroporto, dica pubblicamente, e non solo in privato, che il rappresentante del Comune di Lamezia su quella strada lo ha già aiutato e continuerà a farlo.
Tra tutti gli attacchi voglio ricordarne uno solo perché, come spesso gli accade, ha veramente esagerato: l’assessore al Personale e alla macchina amministrativa della Regione, Tallini, che l’ha buttata in rissa personale ed offesa. Io vorrei evitare di seguirlo su questo terreno.
Mi dispiace che, come è successo in precedenza, quando ci fu in ospedale l’attacco del presidente della Regione che si buttò sull’offesa, anche ora gli ambienti politici lametini che “contano” non abbiano speso una parola, non dico in mia difesa, ma neanche a tutela della figura del sindaco di Lamezia Terme, che a prescindere dalla persona, non si può offendere così. In questi anni di mio mandato amministrativo, quando c’è stata una diversità di vedute tra l’Amministrazione lametina e la Regione, sia oggi che governa il centrodestra sia quando ha governato il centrosinistra, gli ambienti della Lamezia che “conta” hanno sempre scelto di indebolire il sindaco.

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