PORTO DI SALINE C’E’ CHI DIFENDE LO STATUS QUO E CHI VUOLE ANDARE AVANTI

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Suscitano incredulità e indignazione le recenti prese di posizione del Sindaco del Comune di Condofuri (e non solo) sul porto di Saline. Dalla stampa si apprende infatti che il Sindaco Mafrici si dice allarmato dal rischio di “stravolgere totalmente lo status quo” del porto. Finalmente è chiaro a tutti l’obiettivo di tale presa di posizione: mantenere il porto nello stato in cui si trova. E’ quanto mai opportuno far notare che il porto in questione, pressappoco da quando fu realizzato negli anni ’70, è inutilizzabile perché cronicamente insabbiato, condizione che tuttora ne impedisce qualsiasi tipo di utilizzo. Tale situazione è ben nota a chi sul porto deve poter contare, a cominciare dai pescatori che meno di due settimane fa hanno manifestato proprio sulla banchina chiedendo con forza interventi strutturali che vadano oltre l’ennesima, temporanea, apertura di un varco.

Desta perplessità anche la falsa affermazione per cui in caso di riattivazione del porto, a carico interamente della SEI, “andrebbe completamente perso quanto, in questi anni, è stato fatto attraverso l’utilizzo delle cospicue risorse pubbliche, provinciali e regionali, ottenute e spese per il risanamento dell’area a fini turistici”. Quali sarebbero questi risultati frutto di anni di interventi? Di quale turismo si parla? Qualche milione di euro serve forse a tamponare le emergenze, come da alcuni anche evidenziato, non a risolvere il problema in maniera strutturale. La realtà parla chiaro: il porto continua ad essere insabbiato e tale situazione non fa altro che peggiorare le già critiche condizioni dell’economia locale.

Dalla politica ci si aspetterebbe maggiore competenza e senso di responsabilità. Al posto di chiedere conto della veridicità di un progetto depositato ufficialmente, e su cui si sono espressi Ministeri e Presidenza del Consiglio, sarebbe più saggio riflettere su affermazioni del genere: “ l’intera struttura portuale di Saline verrebbe ancora una volta sottratta alle iniziative degli operatori economici e turistici della zona “.

E’ proprio il drammatico status quo dell’area a ricordare che, oggi più che mai, è in gioco il futuro di un intero territorio e dei suoi abitanti. Da una parte esiste un grande progetto industriale, solido e sicuro per salute e ambiente, mentre dall’altra troviamo un porto insabbiato, un sito industriale arrugginito e un’infinità di proposte improbabili come quelle, ultime di una lunga serie, di un’area salmastra e un bambuseto (?).

 Comunicato Stampa SEI

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