Il mondo gay si mobilita per dire basta all’ omofobia

C_4_articolo_2006042__ImageGallery__imageGalleryItem_0_imagedi Annamaria Milici – La diversità è ancora un problema? Irrisolta questione che miete vittime soprattutto tra i più giovani. Dopo il suicidio del 21enne S. D., avvenuto la scorsa notte,  il mondo gay si mobilita e scende in piazza a Roma per sollecitare il parlamento ad approvare una legge contro l’omofobia. Lo farà mercoledì 30 nella Gay Street di Roma, in via di San Giovanni in Laterano. “Le parole del ragazzo che a 21 anni si è tolto la vita perché gay – ha affermato in una nota, il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo – non possono restare inascoltate, gli omofobi facciano i conti con la propria coscienza; dopo il terzo caso di questo tipo avvenuto a Roma negli ultimi mesi vogliamo richiamare l’attenzione delle istituzioni, della società, della scuola e del Parlamento che ancora non ha approvato una legge contro l’omofobia degna di questo nome. Mercoledì 30 ottobre dalle ore 22 organizzeremo una mobilitazione come momento di raccoglimento e di riflessione alla Gay Street di via di San Giovanni in Laterano proprio per dire basta all’omofobia e alla transfobia”. S. D., di 21 anni si è tolto la vita lanciandosi dall’undicesimo piano di un palazzo in via Casilina. Il giovane ha anche lasciato una lettera nella quale ha dichiarato di essere gay. Studente universitario, viveva con genitori ma non abitava nello stabile dove si è tolto la vita.”L’Italia è un Paese libero ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza”, è quanto avrebbe scritto il giovane. Lo scorso novembre un 15enne studente del liceo scientifico Cavour si era tolto la vita legandosi una sciarpa al collo dentro casa. Questa estate un’ altra tragedia: “Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia”, aveva scritto un 14enne che si è suicidato gettandosi dal terrazzo condominiale, in zona Torraccia. Qualche mese prima, a maggio scorso, invece uno studente di 16 anni, di origini romene, si era gettato durante la ricreazione da una finestra del terzo piano dell’istituto tecnico che frequenta. Ma un’auto parcheggiata rallentò la caduta e il giovane si salvò. Drammi interiori strazianti, che culminano in gesti estremi, causati spesso dalla mancanza di comprensione, da discriminazione, dalla paura di non essere accettati e di essere oggetto di violenza verbale e fisica.  Non è un errore parlare ancora oggi di diversità, dal momento che la cronaca racconta episodi che si traducono in suicidi;  vite spezzate, che non riescono ad integrarsi in una società che sembra accettarli, ma in realtà li spegne lentamente.

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