Renzi “superficiale”

Come ormai anche i sassi del selciato sanno, l’8 dicembre prossimo venturo, si terrà il congresso nazionale del PD, con conseguente elezione del segretario nonché prossimo candidato premier per il partito, alle prossime elezioni. Quattro sono i candidati, Matteo Renzi, sindaco di Firenze, Gianni Cuperlo, deputato del PD, Gianni Pittella, da luglio 2009 vice presidente del Parlamento Europeo, e Giuseppe Civati, anche lui deputato del PD nonché ex consigliere regionale della Lombardia nel periodo 2005-2013. In questi giorni i sondaggi danno come favoriti Renzi e Cuperlo, che secondo i dati forniti dal responsabile dell’organizzazione del Pd, Davide Zoggia, Matteo Renzi vince nei circoli con il 46,7%. Gianni Cuperlo è al 38,4%, Pippo Civati al 9,19% e Gianni Pittella leggermente sotto il 6%. Si tratta ancora di dati “ufficiosi”, come sottolineano i responsabili del partito, “Si è votato in 7 mila circoli e la partecipazione è stata poco sotto i 300 mila iscritti che hanno votato nei congressi di circolo”, ha spiegato Zoggia, dando anche qualche dettaglio sui dati regionali. In Veneto Cuperlo ha ottenuto il 35,7&, contro il 47,7% di Renzi, il Liguria le percentuali sono 42,4% a 43,6%. Le proiezioni sono state subito messe sotto la lente d’ingrandimento dell’ex premier D’Alema, che non perde l’occasione di definire il sindaco di Firenze “superficiale”, ed aggiunge : “in quasi tutte le grandi aree urbane ha prevalso Cuperlo, che raccoglie un voto giovanile e un voto maturo di chi pensa che non possiamo diventare un partito che assomigli alla peggiore Democrazia cristiana”. Anche se, “c’è comunque un testa a testa: Renzi non raggiunge il voto della maggioranza assoluta degli iscritti. Forse avrà il 43-44%, ma Cuperlo avrà il 42%”. “Questa battaglia congressuale resta aperta e noi combatteremo fino all’ultimo voto”, promette; una posizione da cui Cuperlo si dissocia ma che è solo “una manfrina” secondo Pippo Civati: “Penso che in realtà D’Alema non veda l’ora di fare l’accordo con Renzi”, ha detto, “L’affossamento del Pd storicamente non è colpa di Renzi, ovviamente, e non è detto che Renzi faccia male. Il punto è capire davvero le posizioni: un dalemiano doc come Latorre sostiene Renzi… Seguite questi indizi”. Intanto il governo Letta sta passando attraverso il ciclone “Cancellieri”, Se il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha aperto le danze, di ora in ora si è fatta sempre più consistente la pletora di democratici pronti a sfiduciare il Guardasigilli. Se l’operazione dovesse andare in porto si tramuterebbe in un durissimo colpo alla credibilità sia di Letta si di Napolitano. “Con Renzi e il Pd faremo lo stesso percorso perché dovremo applicare riforme importanti da un punto di vista economico e politico per avere un Paese più stabile”, ha assicurato Letta al convengno organizzato dal Financial Times. Nemmeno la riconferma della fiducia alla Cancellieri è servita ad allontanare gli spettri da Palazzo Chigi. Le incursioni alla poltrona di Letta si fanno, di ora in ora, sempre più pressanti. Tanto che anche l’ottimismo del vicepremier all’Economia Stefano Fassina è destinato a cadere nel vuoto. “Con la rottura del Pdl il governo potrà rafforzarsi perché finiscono i ricatti quotidiani per il futuro giudiziario e politico di Berlusconi”. Come al solito nel nostro paese nulla è chiaro e limpido, tutto è opinabile e passibile di interpretazioni, intanto la crisi continua ad attanagliare la nostra economia e l’Europa boccia la finanziaria targata “Letta”…

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About the Author: Carlo Viscardi