Ma allora forse … l’Aeroporto è vivo

La Sogas sull’inserimento di Reggio Calabria tra i 26 aeroporti di interesse nazionali

 Passeggeri areoporto di Reggio CalabriaPer non uscir di metafora l’operazione è perfettamente riuscita ed il malato è in via di guarigione… Spiacerà evidentemente a qualcuno dover prendere atto di aver sbagliato diagnosi. Esaurite le polemiche sterili, le piccole questioni di bottega rimangono i fatti. Magari anche i problemi. Insomma la realtà vera quella fatta di numeri e di dati oggettivi. Piaccia o non piaccia, l’Aeroporto dello Stretto è tra i 26 scali di interesse nazionale individuati dal Piano Nazionale degli Aeroporti riferito dal titolare del Ministero dei Trasporti in Consiglio Dei Ministri. Anche se, a dire il vero, per Reggio Calabria – precisa il Presidente SO.G.A.S. SpA Carlo Alberto Porcino – si tratta di una sostanziale riconferma rispetto alle previsioni già contenute dal precedente Piano del Ministro Passera. Tutti gli aeroporti presenti in ciascun bacino, spiega il Piano, che non siano altrimenti considerati Strategici o Regionali possono essere considerati di interesse nazionale, purché si realizzino due condizioni: la prima, “che l’aeroporto sia in grado di esercitare un ruolo ben definito all’interno del bacino, con una sostanziale specializzazione dello scalo”; la seconda “che l’aeroporto sia in grado di dimostrare il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, anche a tendere, purché in un arco temporale ragionevole”. Entrambe le condizioni andranno verificate sulla base del piano industriale (la seconda anche sulla base del Piano economico-finanziario) e la verifica periodica sarà effettuata dal Ministero in collaborazione con l’Enac. Oltre all’individuazione degli scali di interesse strategico e nazionale, il Piano prevede anche altre misure: strategie di potenziamento delle infrastrutture aeroportuali e dell’accessibilità ed intermodalità; misure di razionalizzazione dei costi dei servizi aeroportuali; indica la necessità di costituire una rete per il trasporto merci basata su asset strategici; la creazione di un nuovo assetto di aviazione generale; l’aggiornamento periodico del Piano, ogni tre anni. L’Aeroporto dello Stretto – sottolinea Porcino – solo grazie all’intenso lavoro svolto in questo ultimo biennio dalla Sogas SpA, con importanti sacrifici da parte di tutti, oggi possiede entrambi i requisiti previsti dal Piano.  La Società di Gestione già da quasi tre anni ha presentato in Enac un preciso Piano Industriale ricomprendente anche un Piano economico – finanziario che sta seguendo alla lettera.  Sono stati internalizzati numerosi servizi prima affidati in esterno a ditte private, sono state accorpate e ridotte le aree funzionali da 4 a 2 (Progettazione e Manutenzione, Terminal e Movimento), da ben due esercizi si è centrato l’obiettivo del pareggio di bilancio segno di evidente equilibrio economico – finanziario. Questo almeno per quanto riguarda il presente dell’Aeroporto poiché ancora pesano notevolmente i forti debiti ereditati dalle passate gestioni.  A questi ultimi si aggiungono oggi le evidenti difficoltà da parte delle compagnie aeree a pagare con regolarità quanto dovuto al Gestore nonché i numerosi crediti esistenti soprattutto da parte della Regione (in attesa di convenzioni APQ per 9,5 milioni, finanziamenti da legge regionale sul Turismo riferiti all’ultimo triennio 2009-2012 ancora non erogati, ecc..ecc..) tutti fattori che vanno determinando un deficit di liquidità di cassa colmati solo grazie al costante supporto garantito dall’Amministrazione Provinciale, su volontà del Presidente Giuseppe Raffa, in qualità di socio di maggioranza anche in via suppletiva rispetto agli altri soci. L’Aeroporto dello Stretto, lo ricordiamo, ha per sua stessa collocazione geografica un suo naturale bacino di traffico che si riferisce a Calabria e Sicilia insieme. Una area urbana importante ed estesa che congloba Reggio Calabria e la sua provincia unitamente a Messina con il suo hinterland periferico e, soprattutto, con il mini Arcipelago delle Isole Eolie. Altresì, da oltre un decennio, il Tito Minniti si colloca all’interno del cluster degli aeroporti che totalizzano dati di traffico ricompresi tra le 500mila ed un milione di passeggeri con una sua specifica specializzazione. Un dato ormai consolidato ed acquisito nel tempo. L’utenza media dell’Aeroporto dello Stretto, infatti, è di tipo tradizionale e business, i collegamenti offerti dallo scalo Roma, Milano, Torino, Venezia, Genova sono finalizzati fondamentalmente a specializzare lo scalo sul traffico nazionale (collegamenti point to point) con qualche parentesi internazionale soprattutto legata ad esperienze di tipo charteristico.  Quello che ancora oggi chiede a gran voce l’Aeroporto dello Stretto al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e soprattutto ad Enac – evidenzia Porcino – è di essere messi in condizione di poter competere alla pari con gli altri aeroporti di interesse nazionale, per poter stare sul mercato senza penalizzazioni oggi anacronistiche.  In primo luogo, si attendono ancora con ansia le promesse e previste modifiche da apportare all’AIP Italia (Aircraft Parking Docking Chart) che è il documento consultato da tutti i piloti e dalle compagne che descrive tutte le caratteristiche ed i limiti delle infrastrutture aeroportuali, grazie alle quali si potrà formalmente evincere l’avvenuta mitigazione delle precedenti prescrizioni in ordine alle limitazioni a terra (ground) e in volo, soprattutto in materia di abilitazioni aeroportuali. Per parte del Gestore tutto il possibile è stato fatto. Per aprire a nuove compagnie aeree tali modifiche sono un requisito fondamentale.  Altresì, il Gestore si riferisce ovviamente alla tanto attesa definizione dell’iter relativo al rilascio della Concessione Totale o trentennale. Un fattore che consentirebbe una ulteriore e migliore pianificazione degli investimenti, una accelerazione decisa rispetto alla prevista privatizzazione parziale dello scalo, senza trascurare le inevitabili ripercussioni positive in ordine economico e finanziario. Per questo ultimo aspetto basti ad esempio considerare che l’ammontare dei diritti per singolo passeggero oggi introitati dal Gestore si riferisce ancora a previsioni economiche risalenti al 2003 (pari al 50% di quanto dovrebbe essere) sicuramente penalizzanti rispetto a quanto accade oggi in altri aeroporti simili al Tito Minniti. Infine, sul fonte del consolidamento e dell’ulteriore sviluppo del Network dei collegamenti domestici nazionali già attualmente presenti ed operati presso lo scalo, nonché della prospettiva legata alla apertura di nuove rotte, la Società di Gestione evidenzia come è costante l’interlocuzione attiva con diverse compagnie aeree che continuamente manifestano interesse ad operare presso lo scalo. Un qualificato supporto assicurato e fornito dagli uffici Sogas a tali compagnie che figurano essere, peraltro, proprio le stesse che hanno aderito alla ultima manifestazione di interesse promossa dal Dipartimento Turistico Regionale. In totale sono ben undici le compagnie aeree aderenti l’avviso che verranno invitate a formulare una loro offerta tecnica per le azioni di co – marketing . Com’è quindi evidente – chiosa Porcino – i risultati prima o poi arrivano. Segno che la Sogas non ha certamente bisogno di facili Cassandre, ricette o qualunquismi di maniera, bensì di idee concrete ed attuabili in tempi brevi, qualora esistano. Idee e proposte sulle quali siamo sempre aperti, disponibili e pronti al confronto.

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