Governo, cambio al vertice

di Carlo Viscardi – Che il governo Letta, non avessa in previsione una lunga e felice vita, era risaputo fin dall’inizio, nato dal “cappello magico” del presidente Napolitano dopo la Debacle di Bersani, lo stesso Letta dichiaro’ che lui sarebbe rimasto alla guida finchè sarebbe stato possibile, ma questa “favola” sembra essere arrivata alla fine, e a neanche un anno dalla salita al Quirinale per prendere l’incarico da Napolitano, Enrico Letta si appresta a risalire il “Colle” Palazzo Chigi - Insediamento del Presidente del Consiglio Enrico Lettaquesta volta per rassegnare le dimissioni, o meglio, a prendere atto delle decisioni della sua stessa segreteria che con 136 voti favorevoli, 16 contrari e due astenuti, ha decretato la “fine” del governo Letta e dichiara che serve un nuovo governo. Un esecutivo costituente che faccia le riforme e che resista fino al 2018. Renzi dichiara : “In questi ultimi due mesi è parso evidente a tutti, forze politiche, economiche, sociali, che l’attività del governo ha vissuto una fase di difficoltà. Le elezioni hanno suggestione e fascino, specialmente per chi di sinistra vorrebbe avere una vittoria piena per cambiare il Paese, ma il passaggio elettorale non vede ancora una legge in grado di garantire la certezza di vittoria di uno o di un altro”. Insomma, riassume Renzi, il voto anticipato non risolverebbe i problemi sul tappeto; e continua : “Ho piena consapevolezza che è più difficile scegliere questa strada e non aspettare un lento logoramento. Mettersi in gioco adesso ha un elemento di rischio personale, il rischio di bruciarsi. Questo non è un rischio personale ma del partito. Se non ci prendiamo la responsabilità continueremo a vedere le scene in parlamento di questi giorni. Se noi non ci prendiamo i rischi e responsabilità, si corre il rischio di vedere il lento logoramento delle istituzioni, il rischio di perdere la competitività economica ma anche di credibilità. Chiedere oggi di cambiare strada è il tentativo di restituire un’occasione alla politica. Si rischia? Certo, ma se il rischio lo dobbiamo correre anche noi la disponibilità a correre il rischio deve essere presa con il vento in faccia ma deve essere un cambiamento che offriamo innanzitutto al dibattito istituzionale.”Renzi-Letta
Le prime reazioni non tardano ad arrivare, i primi a commentare la cosa sono i deputati di SC (Scelta Civica) che tramite la voce di Stefania Giannini, segretario di Scelta Civica dichiarano : “ La relazione di Renzi ci ha dato una risposta molto importante. Chiedevamo chiarezza al Pd e chiarezza abbiamo avuto, soprattutto sulla linea di radicale cambiamento di cui c’è bisogno”. Seguono le dichiarazioni di Nichi Vendola : “Quello che sta accadendo è una tipica manovra di Palazzo, con un copione anche molto triste dal punto di vista dei rapporti umani. Ho ascoltato con molta attenzione la relazione, breve e veloce, di Matteo Renzi, con cui ha liquidato senza nessuna analisi di merito l’esperienza del governo Letta. Ha parlato di un cambiamento che non ha alcuna relazione con le ragioni della crisi sociale, di quel che c’è fuori dal Palazzo.” Arrivano di seguito le dichiarazioni e le puntualizzazioni dell’alleato di governo Angelino Alfano che chiarisce subito ed inequivocabilmente come unico responsabile della caduta del governo lo scontro interno al Partito Democratico, affermando : “”Il governo è caduto per uno scontro interno al Pd; Il Governo oggi viene fatto cadere e la sua esperienza viene conclusa in esito allo scontro interno al Pd e in esito all’evoluzione della leadership del Pd. È arrivato un nuovo segretario e di fatto stasera cade il Governo”. Ma non dimentica di ricordare che questo è stato un esecutivo che “si accommiata dal Paese lasciando l’economia con il segno più dopo averla trovata con il segno meno”. Alfano chiede chiarezza sui programmi a Renzi, e afferma : “Siamo indisponibili ad aderire a un governo politico che abbia un connotato di sinistra o centrosinistra. Deve continuare a essere un governo di emergenza, di necessità o di servizio. Se non ci saranno le condizioni politiche per far valere le nostre istanze, se non possiamo essere gli avvocati del ceto medio italiano all’interno dell’esecutivo, diremo no alla nascita del nuovo governo, o si fanno grandi cose o per fare piccole cose è meglio andare al voto; Abbiamo apprezzato la chiarezza della proposta di governo di Renzi. Ora andiamo ad un confronto.” Letta Oggi si recherà al cospetto del Presidente Napolitano a rilasciare le dimissioni da Presidente del Consiglio, poi spetterà a Napolitano l’aprire la crisi di governo ed i vari Iter del caso…

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