Il Silenzio sugli Innocenti

Le stragi di Oslo e Utøya  Verità, bugie e omissioni su un massacro di socialisti. Presentazione del libro di Luca Mariani, Potenza, Giovedì 27 Febbraio, ore 11.30, Università degli Studi della Basilicata – Aula Magna, via Nazario Sauro n. 85

L’autore ne parla con Michele LAVELLA, Presidente del Consigliodegli Studenti Unibas, Thomas MAES, Segretario Generale YES (Giovani Socialisti Europei), Maria Cristina PISANI, portavoce nazionale Psi, Marcello PITTELLA, Presidente della Regione Basilicata, Luigi SERRA, Docente dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Livio VALVANO, Segretario regionale Psi Basilicata. Letture di Mario Podeschi. Modera MicheleGOFFREDO, Presidente del Centro Linguistico di Ateneo Unibas

 «Caro Anders Behring Breivik, sappi che hai perso. Tu credi forse di avere vinto, uccidendo i miei amici e i miei compagni. Tu forse credi di aver distrutto il Partito Laburista e coloro che in tutto il mondo credono a una società multiculturale. Tu descrivi te stesso come un eroe, un cavaliere. Tu non sei un eroe. Ma una cosa è sicura: tu di eroi ne hai creati». Lettera aperta a Behring Breivik di Ivar Benjamin Østebø, sedicenne scampato alla strage di Utøya.

silenzioNorvegia, 22 Luglio 2011, Anders Behring Breivik scatena l’inferno. Otto morti con un’autobomba a Oslo e 69 ragazzi laburisti uccisi uno a uno nell’isola di Utøya, il ‘paradiso nordico’ da decenni sede di campeggi estivi dei socialisti di tutto il mondo. L’assassino, vestito da poliziotto, è spietato: «Venite, sono qui per proteggervi». E poi uccide. È la caccia all’uomo più efferata nell’Europa occidentale dai tempi della seconda guerra mondiale. Un’azione studiata per anni nei minimi dettagli. L’obiettivo? Distruggere il Partito Laburista alla radice. Le motivazioni? L’odio contro gli immigrati e contro la politica multiculturalista. Gli effetti? Nei media prima si avvalora a gran voce la pista islamica. Poi, quando emergono i fatti, gradualmente cala il silenzio sui giovani laburisti giustiziati per le loro idee. In Italia la strage cade presto nel dimenticatoio. ‘Il Giornale’ titola: «Quei giovani incapaci di reagire». In Italia alla Camera solo un breve dibattito: i deputati riescono nell’impresa di non pronunciare mai in aula le parole ‘socialista’ o ‘laburista’. Breivik, dichiarato sano di mente, è finora l’unico condannato. Ma quali furono i suoi contatti? Come si procurò armi ed esplosivo? C’è in Europa una rete di estrema destra nazionalista, violenta e xenofoba? Come agisce? Chi la sostiene, chi la finanzia? E gli uomini arrestati in Polonia e in Gran Bretagna ebbero contatti con il killer? In Italia il pluriomicida ha degli estimatori: il leghista Mario Borghezio definisce «in qualche caso ottime» le sue idee. Il libro si addentra nel mondo di chi vuole che gli immigrati tornino a casa loro, a qualsiasi costo.

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