Reggina, pesantissima sconfitta contro i Pitagorici nel derby di Calabria

di FC – 62 anni dopo l’ultima sconfitta, la Reggina perde il derby col Crotone. Sconfitta più amara non poteva avvenire: non solo il punteggio, pesante, non solo per la classifica, sempre più sconfortante, ma soprattutto per il morale, oramai sotto i tacchi.  Una partita che, dopo il bel primo tempo degli amaranto, doveva e poteva essere vinta, adesso apre scenari sconfortanti: pochezza tecnica, insufficienza tattica e mancanza di carattere sembrano aprire il baratro della Lega Pro. regcrotIl film del match fa registrare il solito copione delle ultime partite al Granillo, dove la Reggina gioca bene ma non conclude e alla prima difficoltà svanisce come neve al sole. Noi da tempo sottolineano come siano due gli aspetti insostenibili da questa formazione: la presenza di Di Michele al centro dell’attacco in uno schema che obbligatoriamente deve prevedere un centravanti, ed il mancato utilizzo in casa dell’unico ariete che abbiamo in rosa: Gerardi. Le due cose si possono risolvere agevolmente avvicendando i due attaccanti. Infatti il 4-1-4-1 di Gagliardi/Zanin che si trasforma in fase offensiva in un 4-3-3 o 4-3-2-1 ha bisogno come l’aria di un centravanti d’area, le incursioni di Sbaffo e Dimitru, i cross di Foglio e Maicon devono avere come finalizzatore un ariete d’area e Gerardi è l’unica alternativa che possiede la Reggina in rosa. Peraltro il capitano è oramai abulico e, in alcuni casi, controproducente. Infatti dopo 60 minuti di sterile possesso palla dei padroni di casa (nei quali gli errori di Di Michele assumono un rilievo sconfortante) arriva come cosa naturale il gol dei pitagorici che con Cataldi, al minuto 20 della ripresa, sblocca il match. A questo punto la panchina amaranto stravolge l’attacco (senza togliere l’evanescente Di Michele) inserendo Gerardi che pochi minuti dopo, al 29.mo, scarica dal limite un bolide imprendibile per Gomis. 1-1. A questo punto ti aspetti la Reggina ma, questa squadra non può sostenere Gerardi, l’impalpabile Di Michele, Dumitru, Sbaffo e Maicon, nelle cui corde non c’è assolutamente la fase difensiva. Infatti un minuto dopo, sbandata generale e il Crotone si riporta in vantaggio con Ishak. La Reggina esce dal campo e il Crotone affonda i resti di una compagine allo sbando chiudendo con la doppietta di Pettinari (il primo su penalty a seguito di ingenuo fallo di Barillà sullo stesso Pettinari) per l’1-4 finale. A questo punto, in una gestione “familiare” della Reggina, occorre che qualcuno si imponga nello schierare la migliore formazione possibile, equilibrata e pesante in attacco, almeno nelle partite interne. La retrocessione è troppo troppo vicina per poter permettersi di “aspettare” ancora un Di Michele che, ricordiamolo, ha da poco superato le 38 primavere, età nella quale tutti i calciatori, soprattutto gli attaccanti, hanno già appeso le scarpe al chiodo.

 

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