AVVIO ED INAUGURAZIONE LOCALI PROGETTO “CODICE ROSA”

 codice rosaLa delicata questione della violenza contro la donna, purtroppo quanto mai attuale, ingloba nella sua espressione e nei modi in cui essa si manifesta, una serie di questioni che spaziano dalle problematiche di natura fisica a quelle di implicazione psicologica: questi due aspetti a volte si incrociano, apportando alla donna i massimi disagi, a volte restano su due piani distinti. In ogni caso, a prescindere dalle casistiche e dalla catalogazione in violenza intra ed extra domestica, vi è un unica strada da percorrere e cioè quella di garantire un immediato aiuto sin dai primissimi istanti che seguono la violenza subita. Dall’individuazione di tale necessità è nato il progetto “Codice Rosa”realizzato dal club service Rotary Reggio Calabria Sud “Parallelo 38” (con il sostegno di alcuni sponsor), in sinergia con la delegazione Calabria degli PLP (Psicologi Liberi Professionisti) e l’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, che con molta sensibilità ha accolto la nostra idea. Nella fattispecie  il “Codice Rosa” si configura come percorso di accoglienza ad hoc, pensato proprio per chi subisce violenza ed allestito al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti. Si tratta, nel dettaglio, di una stanza, messa a disposizione dai vertici ospedalieri ed interamente arredata e sistemata dal Rotary “Parallelo 38”, individuata all’interno dei locali di primo intervento del nosocomio cittadino, alla quale accedono tutti gli specialisti che dovranno visitare la paziente. Il suo punto di forza è una task force interistituzionale, in altre parole una squadra formata da personale socio-sanitario (infermieri, ostetriche, medici, assistenti sociali, psicologi, avvocati), impegnato in un’attività di tutela delle fasce deboli della popolazione, cioè quelle che possono essere maggiormente esposte a episodi di abuso con tutte le conseguenze del caso. L’intervento congiunto di questa task force permetterà di prestare immediate cure mediche e sostegno psicologico a chi subisce violenza, nel fondamentale rispetto della riservatezza. Questa tipologia di attività, infatti, avviene nella più ampia tutela della privacy delle vittime e nel rispetto della loro scelta sul tipo di percorso da seguire dopo le prime cure. Il compito principale del gruppo è l’assistenza socio-sanitaria e giudiziaria, con un particolare impegno nel far emergere tutti quegli episodi di violenza di cui le vittime, difficilmente, raccontano di essere oggetto: una reticenza dovuta spesso alla paura di ritorsioni e quindi di dinamiche ancor più gravi per se stesse ed i propri familiari. Il compito dello psicologo sarà quello di aiutare e far parlare le vittime, sempre nel rispetto della privacy, al fine di capire chi ha inferto loro violenza e conoscere quindi le condizioni in cui la violenza è maturata. Se la vittima deciderà, come ci auguriamo, di denunciare il fatto alla autorità giudiziaria, a quel punto il Club metterà a disposizione un gruppo di avvocati che offriranno la loro prestazione professionale in maniera totalmente gratuita. Un piccolo ma significativo passaggio per non far gravare sulla donna vittima anche un pesante alone di solitudine ed incertezza in un momento così delicato e difficile.

 

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