Liberi di Ricominciare: “Le tue idea per la città che vogliamo”

Lunedì 5 maggio ore 11:00 – Sala biblioteca, Palazzo storico della Provincia. I cittadini saranno i protagonisti per costruire il programma della nuova Reggio. Paolo Ferrara: “abbiamo deciso di lanciare questa grande sfida per ascoltare e dar subito voce alle esigenze dei territori”

 liberi di ricominciareParticolari esigenze, esattamente 11 mesi fa, ci hanno indotto alla fondazione di Liberi di Ricominciare: “un’associazione socio-culturale politica che sin da subito si è posta l’obiettivo di “ascoltare la gente illusa negli anni da una politica affaristica e di interesse. Siamo nati tra la gente comune, con la missione di tutelare i loro diritti ed essere realmente i promotori del rinnovamento”. In questi mesi di attività abbiamo affrontato scottanti tematiche come la revisione della legge sullo scioglimento dei comuni (il cosiddetto Decreto Taurianova), la vertenza PEO, l’innominabile TARES, l’ingiusto aumento massimo dell’aliquota RCA da parte della provincia, e l’ultimissima nonché drammatica vicenda legata al licenziamento dei dipendenti de “L’Ora della Calabria” e la chiusura dello stesso giornale. Durante il nostro percorso abbiamo più volte interagito e collaborato con grandi punti di riferimento del nostro territorio, come Sua Eccellenza il Prefetto Vittorio Piscitelli e Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini Vescovo della nostra diocesi. Tutte battaglie che ci hanno visto protagonisti – sempre in prima linea – a difendere i diritti dei cittadini, vittime di inspiegabili soprusi da parte di una cinica e incapace triade commissariale. Ogni nostra azione ha avuto alla base il dialogo e il confronto. Siamo riusciti non solo a far sedere, ma addirittura a far collaborare soggetti politici con ideali totalmente opposti, questo perché, come detto più volte, I PROBLEMI NON HANNO COLORE POLITICO, I PROBLEMI VANNO RISOLTI. Molti cercano di emulare le nostre azioni, ma con grande orgoglio affermo che “lo facciano pure perché serve alla città, ma sappiano che è difficile starci dietro. Noi siamo avanti”. Ricordo ancora un’affermazione della triade: “il malato è grave, abbiamo dovuto incidere a fondo, fino ad arrivare al tessuto sano, l’operazione è tecnicamente riuscita”. Ai commissari mi verrebbe da suggerire che: “un medico deve curare l’ammalato. Peccato che con le loro cure IL MALATO SIA ORAMAI MORTO!!!”. È inammissibile pensare che i signori commissari evitano di istaurare un contatto con la gente, trovando come banale giustificazione l’essere oberati di lavoro. Da quel nefasto 9 ottobre 2012, mentre loro si rinchiudevano subito dentro Palazzo San Giorgio, la nostra città, a essi sconosciuta, ha cominciato a cadere a pezzi, passando dal discusso “modello Reggio” al “modello Peggio” sino al luttuoso “modello Panico”. È proprio vero “meglio il peggiore dei Sindaci al miglior Commissario Prefettizio”. Mesi addietro, non riuscendo in alcun modo a incontrarli abbiamo lanciato una proposta programmatica attraverso gli organi di informazione. Proposta necessaria alla terna commissariale per espletare al meglio e con ligio dovere il loro incarico prefettizio sull’intero territorio reggino. Infatti, tenuto conto del loro attaccamento al lavoro, col movimento abbiamo dato la totale disponibilità ad offrire ospitalità nel nostro camper (adibito ad ufficio mobile) così, nell’espletare regolarmente i loro impegni amministrativi, grazie alla nostra struttura motrice, sarebbe stato possibile far conoscere i territori e, in particolare, le periferie della nostra amata Reggio con la speranza di far notare il reale stato di criticità in cui si trovano i nostri territori. Ma è proprio vero, al peggio non v’è mai fine. Giorni fa l’assurdo: i signori Commissari hanno dichiarato addirittura di essere stati lasciati soli dalla città. Tale affermazione mi ha fatto davvero sorridere. “La verità è che non conoscono e non amano la città e non li sfiora, neppure lontanamente, il desiderio di farla vivere con un minimo di decoro”. C’è, però da dire, che sul loro incompetente operato è calato il silenzio di quasi tutta la classe politica, di tutti i partiti, degli ex amministratori e peggio ancora dei cittadini vittime di un sistema fallimentare. Tutti insieme a subire in silenzio una situazione davvero drammatica per la città. Politicamente invece, altro che silenzio. Quotidianamente leggiamo della nascita di movimenti, comitati, partiti. Sentiamo già sussurrare nomi (probabili e fantasiosi) di possibili candidati a primo cittadino (secondo le fantasie di alcuni giornalisti potrebbe esserci anche il mio nome per la corsa a Palazzo San Giorgio), dimenticandoci di qualcosa di veramente importante, di una medicina davvero vitale: I PROGRAMMI. Infatti i grandi assenti delle toto-candidature sono proprio i programmi. Durante il nostro ultimo incontro con mons. Morosini, ci ha raccomandato: “A breve ci saranno le elezioni comunali dove in molti prometteranno la realizzazione di progetti grandiosi. Ai cittadini si deve dire la verità. Non esistono progetti faraonici, ma semplici progetti che possiamo ottenere noi con le nostre forze. Questo deve essere il modo di far politica”. Avete mai pensato cosà potrà fare la futura amministrazione dopo il periodo buio del commissariamento? Avete mai pensato come i futuri amministratori governeranno la città? Tutta la classe politica non fa altro che addossare colpe ai predecessori o peggio ad accusarsi reciprocamente senza assumersi, in alcun modo, l’onere di una strategia necessaria a far tornate a vivere la nostra città oramai morta. Questi due “fondamentali” quesiti ci hanno indotto a iniziare costruire possibili “PROSPETTIVE E SOLUZIONI PER IL FUTURO DELLA NOSTRA CITTÀ”. A tal proposito con Liberi di Ricominciare già nei giorni scorsi abbiamo attivato un primo incontro programmatico dove, attraverso una tavola rotonda organizzata sui rifiuti solidi urbani è scaturita l’idea di realizzare UN CONSORZIO METROPOLITANO PER TRASFORMARE L’EMERGENZA IN GRANDE RISORSA PER IL RILANCIO DELLA CITTÀ. “Il nostro movimento, infatti, è pronto a siglare un protocollo d’intesa con il sindaco di Saracena (CS), primo comune in Calabria per raccolta differenziata che con il progetto “Zero Waste” rifiuti zero ha creato una grande opportunità economica ambientale e occupazionale”. Questo è un primo punto programmatico davvero importante, necessario a garantire alla città una possibile ripresa economica-occupazionale. Per il rilancio, di vitale importanza, è porre fine con una “terapia invasiva” allo stato di degrado che riversa l’intero comprensorio reggino. Già da questa settimana inizieremo a girare i territori per raccogliere le istanze di quelle periferie oramai abbandonate. “LE TUE IDEA PER LA CITTÀ CHE VOGLIAMO” noi vogliamo che i cittadini diventino protagonisti per costruire insieme la nuova Reggio. Stando infatti tra la gente e con la gente costruiremo un programma dettato dai territori, necessario ad un corretto operato dei futuri amministratori, anche perché siamo convinti che per avere una valida soluzione occorre prima analizzare i problemi. Occorre pensare allo sviluppo futuro, consapevoli che i nostri futuri politici dovranno amministrare senza far più danni. Paolo Ferrara:“con l’attività di ascolto il nostro obiettivo sarà semplicemente stare con la gente, tra la gente, garantendo così la possibilità di conoscere il territorio e dar voce alle istanze dettate dai cittadini, necessarie a “stimolare e potenziare” il coinvolgimento e la partecipazione delle istituzioni, al fine di garantire, anche nelle località più difficili, una maggiore vicinanza ai territori che consentirà di azzerare in tempi brevi i disagi dei residenti”.

Il Presidente

Paolo Ferrara

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