Le iniziative di domenica della Regione al Salone del libro di Torino

La domenica allo stand della Regione Calabria al Salone del Libro di Torino – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – è stata scandita dalla presentazione di una serie di opere letterarie: dalla saggistica, alla narrativa, ai romanzi storici.salone libro Nell’ambito delle attività promosse dal “Premio per la cultura mediterranea”, la Fondazione Carical ha curato l’incontro su “Cesare Pavese e la Calabria- racce sommerse tra le suggestioni del mito”. Dopo il saluto della presidente della Fondazione Mario Bozzo, sono intervenuti Mariarosa Masoero, direttrice del Centro di Studi “Guido Gozzano-Cesare Pavese” dell’Università di Torino, il professor Dell’Unical, Vito Teti, Franco Vaccaneo, presidente comitato scientifico Fondazione Cesare Pavese e la ricercatrice e saggista Monica Lanzillotta. Durante la presentazione è stato messo, tra l’altro, in evidenza come lo scrittore si sentisse inadeguato a scrivere cose calabresi, perché non riflettevano nulla di suo, ma che tuttavia la Calabria è una presenza sommersa, che ha lasciato tracce indelebili sull’uomo Pavese ed ha influenzato notevolmente anche la sua scrittura. Sud pittoresco, vita da briganti, la melanconia da catastrofe, i meridionali oziosi e quelli contro l’ozio, la ‘ndrangheta a Polsi e al Nord, i luoghi e le ambivalenze, l’immagine dei buoni meridionali. Questi i temi oggetto del libro di Vito Teti “Maledetto Sud, edito da Einaudi, rappresentate dalle letture di Alberto Micelotta. Antonella Tarpino responsabile saggistica Einaudi ha parlato di “un libro particolare: insieme luminoso e turbolento, di racconto e di riflessione: un libro in cui l’autore raccoglie molti dubbi, attraverso la ricostruzione di un percorso che ha dato forma ad una sorta di spaesamento. Ma è un libro molto felice”. La professoressa Caterina Scolieri ha descritto l’opera “come un racconto filosofico. Un’opera inquieta e mobile come le figure che si muovono dentro le pagine in cui l’autore ci restituisce anche un’immagine delle donne del Sud, della bellezza delle donne meridionali”. “Un libro risorgimentale – lo ha definito Vito Teti – che va verso una storia che unisce che non divide, con l’idea di contrastare i luoghi comuni. È un testo pieno di dubbi di domande: che fare, chi siamo. Una sorta di autobiografia sentimentale dei luoghi, un grido di dolore per le condizione in cui versa il Sud, in cui viene lasciato. Ma – ha evidenziato ancora l’autore – non dobbiamo restare ancorati al passato, dobbiamo guardare avanti, con un nuovo modo di avere riguardo, cura, attenzione e amore per i luoghi”. Il saggio sulla vita di Carlo III di Giuseppe Caridi, Salerno editrice, è stato esposto da Domenico Romano Carratelli, Antonio De Francesco e Giuseppe Ricuperati. “Il saggio – ha spiegato l’autore – segue le vicende biografiche del sovrano borbonico inserite nella realtà politica, socio-economica ed ecclesiastica del Mezzogiorno d’Italia e della Spagna del secolo XVIII. Obiettivamente posso dire che l’azione di Carlo III presenta un bilancio complessivamente positivo per cui viene giustamente considerato il migliore sovrano della dinastia borbonica ispanica”. “ Assai interessante e divertente” lo ha trovato Carratelli, il quale ha messo in evidenza che “il libro contiene anche molto gossip moderno, vissuto con le star e le modalità dell’epoca. Inoltre, è un testo molto attuale se si pensa che anche Carlo aveva tentato la sua modernizzazione dello Stato eliminando la burocrazia e non ci è riuscito”. Giuseppe Recuperati, dopo aver ripercorso la vita professionale dell’autore, ha espresso compiacimento per il libro affermando che “la biografia politica sul piano storiografico non è un compito facile”. Mentre un “testo di grande fascino che compie un’operazione di tenere insieme due stagioni completamente differenti” lo ha definito Antonino De Francesco. “E’ necessario prendere consapevolezza dei propri automatismi per vedere la nostra realtà, soggettiva e personale, trasformata in meglio. E’ il messaggio che Alberto Lori – esperto in comunicazione con tanti anni di professione maturati in Rai nell’ambito del Giornale radio e del Telegiornale – ha lanciato attraverso il suo ultimo libro “Psicoquantum. Riconoscere la propria essenza per plasmare il proprio destino”, edito dalla casa editrice catanzarese La Rondine edizioni. Con “Psicoquantum” Lori ha affermato anche l’importanza di adoperare in maniera virtuosa gli strumenti mentali intervenendo sulle nostre percezioni per renderci liberi da ogni automatismo e creare il destino che più desideriamo, con particolare riferimento alla malattia e alla possibile guarigione”. Nella varietà delle iniziative del padiglione Calabria si segnala anche la lectio magistralis, “Letteratura calabrese come letteratura universale” di Vittorio Sgarbi, la presentazione cantata e suonata del libro di Peppe Voltarelli “Il caciocavallo di bronzo”, l’anteprima del libro di “Ricette sognate”: una raccolta di cibi disegnati dai bambini dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, la presentazione del premio “Tropea Festival leggere&scrivere”, la presentazione del progetto “Bisignano un borgo che vive” a cui è stato dedicato anche uno spazio nello stand della Regione.

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