Imbalzano e Minasi su cabina di regia

renziCon una tempistica che, a dir poco, scatena leggitimi dubbi sul merito, si è tenuta ieri la prima riunione della ‘famosa’ cabina di regina annunciata dal premier Renzi durante la sua visita a Reggio Calabria. Sorge spontaneo porsi qualche domanda, la prima delle quali riguarda, appunto, il varo di questo (se così si può definire) organismo a solo due giorni dalla competizione per il rinnovo del parlamento europeo.  A voler essere maliziosi si potrebbe pensare ad un ben confenzionato spot elettorale, dal momento che quanto deciso è stato prodotto, come sottolineato dalla vicepresidente Stasi, senza il coinvolgimento e la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni locali, così come non sono ben chiari gli obiettivi precisi per i quali si è deciso di costituire questa cabina di regia. Riguardo, invece, la finalità generale che ha giustificato la sua creazione, (il “ripristino della legalità”) anche questa potrebbe essere ulteriore fucina di dubbi: la non presenza, appunto, di esponenti territoriali, affinchè si potessero meglio esaminare e conoscere le problematiche della nostra regione, si indirizza ad uno svuotamento de facto (e da considerare gravissimo) delle funzioni di chi a più livelli governa o ancora una volta si tratta di annunci pre elezioni poiché non esiste una volontà concreta di andare a fondo alle necessità espresse dai territori calabresi? O peggio di entrambe le cose? Ed ancora ci domandiamo se fosse davvero necessario dar vita a questa particolare struttura per affrontare questioni quali lo sblocco dei fondi per la cassa integrazione in deroga, o la ricerca di una soluzione per completare il nuovo Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria. Senza la cabina di regia non si sarebbe potuto ugualmente agire in tali direzioni? Probabilmente siamo di fronte ad un modus operandi che, pur alla luce della giovane età del premier, si configura come il più vecchio modo di fare politica e generare propaganda ad hoc.  Atti che avrebbero potuto essere compiuti senza tutto questo clamore mediatico, ma confrontandosi con le realtà dove, definendo determinati passaggi, si va ad incidere. Non siamo qui a dire che non vi siano problemi rilevanti da risolvere nel nostro territorio, così come riteniamo importante dare la massima collaborazione, come sempre accaduto, al governo centrale soprattutto per ciò concerne delle delicate questioni.  Però non possiamo accettare, proprio in considerazione delle esigenze della Calabria e della città di Reggio, che specifici argomenti vengano trattati, guarda caso, alla vigilia elettorale e che i disagi, come quelli che vivono i lavoratori percettori di cassa integrazione, ai quali si sarebbero potute dare risposte e garanzie al di là della costituzione di questo speciale gruppo di lavoro, vengano strumentalizzati in chiave meramente promozionale.

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