Ordine Architetti PPC Reggio Calabria: Il rapporto tra architettura e territorio

ordine architettiPaesaggio, identità, estetica e bellezza, ma anche attenzione alla naturalezza e rispetto del territorio, sono stati gli elementi principali che hanno fatto da filo conduttore agli incontri proposti, nei giorni scorsi, dall’Ordine Architetti PPC della provincia di Reggio Calabria, presenziati dal presidente Paolo Malara, e vissuti come momento di formazione e di confronto tra professionisti. Quattro appuntamenti, largamente partecipati, presso la sede provinciale di Confindustria e la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, con quattro relatori d’eccezione con i quali si è discusso del rapporto tra architettura e territorio, dei diversi approcci e delle visioni europee e internazionali più interessanti. A fare da apripista il professore emerito della San Diego University, Nico Calavita, protagonista di una riflessione su temi quanto mai attuali e dibattuti, quali la crescita demografica e urbanistica, l’impatto ambientale, il rapporto locale- globale. Si è parlato con lui di “Smart Growth”, letteralmente “crescita intelligente”, e di nuove tendenze urbanistiche, prendendo come esempio l’esperienza californiana che, a partire dagli anni ’70, ha dato nuova linfa al centro cittadino attraverso una riorganizzazione del sistema dei trasporti, una progettazione a misura di pedone ed una struttura urbana più compatta e maggiormente vivibile. Una scelta urbanistica sostenibile, questa, che ha puntato ad un mirato utilizzo del suolo finalizzato alla riduzione di emissioni di gas e al minore impatto ambientale. La relazione del professore Calavita è servita ad accendere un confronto con la realtà italiana, immobile e incapace al cambiamento. Da qui la necessità di politiche attive di rigenerazione dove pubblico e privato siano in grado di interagire, e dove una fiscalità locale e nazionale e politiche urbane di qualità agiscano sinergicamente per mettere in contatto società, paesaggio ed economia. Una rivoluzione culturale, ancor prima che urbanistica, finalizzata a disegnare un rapporto virtuoso col territorio. E il rapporto virtuoso col territorio ha fatto da leit motiv anche ai tre successivi incontri con gli architetti di prestigio internazionale Monica Bertolino, Perry Maas (WEST8) e Paolo Burgi. La parola questa volta è lasciata ai loro progetti e lavori nati dagli approcci e dalle diverse e importanti esperienze estere vissute negli anni, segno e traccia di un’architettura che si apre al territorio attraverso uno scambio e dialogo costante. Anche in queste esperienze è apparsa evidente la stretta relazione col paesaggio, la conoscenza e l’attenzione all’identità storica del contesto. La voglia di scoprire, lo spazio all’immaginazione, la ricerca del bello, il guardare oltre o il destare curiosità non entrano mai in contrasto con l’esigenza di non violare l’essenza identitaria di quello stesso luogo, preservandone la storia, e valorizzandone al contempo la bellezza e l’utilità. Un’architettura, dunque, che è capace di creare armonia raccontando la storia del territorio, con uno sguardo proiettato al futuro. Agli incontri hanno preso parte, con loro relazioni, i professori Gianfranco Neri, Valerio Morabito, Daniela Colafranceschi e Giampiero Donin dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e la Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia Margherita Eichberg.

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