Andrew Wiggins prossimo alla cessione a Minnesota

Sono ore particolari quest’ultime trascorse da Andrew Wiggins, guardia/ala di 2 metri e 3 centimetri uscente dall’università del Kansas. La notizia è ancora ufficiosa, ma è praticamente certo lo scambio tra i Minnesota Timberwolves e i Cleveland Cavaliers riguardanti i due canadesi Wiggins e Anthony Bennett per Kevin Love, quest’ultimo, vero oggetto del desiderio della dirigenza di Cleveland. Sarà una delle trade più discusse di sempre: primo perché Wiggins è stato il primo collegiale selezionato all’ultimo Draft e per trovare l’ultimo giocatore scelto come numero uno e scambiato senza nemmeno un minuto giocato, bisogna scomodare il Draft 1993, quando Chris Webber venne scelto dagli orlando Magic ma subito ceduto ai Golden State Warriors per Penny Hardaway che in quel Draft fu la terza scelta assoluta (dopo Shwan Bradley, nde). Andrew Wiggins Secondo perché Wiggins fino ad appena un anno fa, prima di iniziare la sua unica stagione NCAA, era considerato come sicura Superstar NBA, ed addirittura per molti pure il “The Next LeBron James”. Il calo di consensi è avvenuto durante la permanenza a Kansas University, dove nonostante abbia messo su buone cifre per un Freshman (un giocatore al primo anno), non ha saputo impressionare scout e addetti ai lavori come ci si sarebbe aspettato da lui. Ovviamente da prospetto numero uno a merce di scambio, il passo, è comunque piuttosto lungo.  La trade, però, dovrà attendere almeno il 23 agosto per essere ultimata, data che sancirà la fine del primo mese di contratto che lega Wiggins ai Cavs. Fino ad all’ora, la lega non permette nessun tipo di  scambi, cessioni o dichiarazioni in merito coinvolgenti il giovane Rookie.  Nonostante ciò, Bill Self, che di Wiggins è stato il Coach durante l’anno collegiale, ha deciso di rompere il ghiaccio definitivamente con una dichiarazione:
 “Quando sono emerse le prime voci della trattativa, ho parlato con Andrew e lui mi ha risposto: ‘Spero davvero di essere ceduto’. Io ho cercato di fargli cambiare idea, ma non c’è stato verso. ‘Coach’, mi ha ripetuto, ‘per me sarebbe meglio così. Mi conosco, so che cosa aspetto da me stesso e che cosa vorrei fare, e preferirei essere in una squadra disposta a essere paziente con me e che mi considera una pedina importante piuttosto che giocare per un team in cui sarei costretto a fare cose che non mi piacciono. Sebbene tutti i giocatori, in un modo o nell’altro, vogliano giocare con LeBron, perché avrebbero così una grossa chance di vincere subito – ha concluso Self -, credo che, per la longevità della sua carriera, Wiggins abbia bisogno di sviluppare una certa mentalità e personalità, e Minnesota potrebbe essere il posto giusto per farlo”
 Parole che hanno il sapore di resa, di un deponete le armi generale necessario ma complicato, e che non lascia adito alla speranza che forse si poteva davvero vedere Wiggins e James nella stessa squadra.  Lo stesso Wiggins è stato sottoposto a forte stress viste le assidue voci di mercato su di lui. Stress che ha portato uno sfogo, sfociato in un video messaggio sul canale Instagram del giocatore canadese in cui ha pensato bene di sparare a zero su chiunque dubiti sul suo talento:
 “Sono qui per battere ogni avversario che si mette contro di me, ed auguro le peggiori sfortune a chiunque scommette contro di me.”Andrew Wiggins1
Le parole sono crude ed il significato chiaro. Minnesota è sicuramente una scelta molto più agevole per la sua maturazione tecnica e fisica. La mancanza di obiettivi importanti dei Timberwolves è motivo di crescita per tutto il roster giovane cui dispongono, ed Wiggins in quella realtà avrà la possibilità di poter gestire quei palloni fondamentali che a Cleveland, vista la presenza di James e Irving, non avrebbe possibilità di gestire.  Dall’altra parte c’è la dirigenza Cavaliers, che invece, butta via due prime scelte su tre, negli ultimi quatto anni- indice di una gestione approssimativa e priva di idee. Salvati però dal ritorno del figliol prodigo.
Raffaele Camerini

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