Gaza, morto 35enne videoreporter italiano. “Era una trappola” dice un superstite.

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In questo assurdo ed incessante conflitto che infuoca la Striscia di Gaza, tra le centinaia di vittime innocenti, da oggi possiamo annoverare anche un nostro connazionale, poichè nel tentativo da parte degli artificieri di disinnescare un ordigno rimasto sul terreno e sganciato da un F-16 israeliano su Beit Lahya, a nord di Gaza, è morto un videoreporter italiano. Il suo nome era Simone Camilli, 35enne romano e secondo quanto ha confermato la Farnesina, nell’esplosione sono decedute anche altre sei persone, tra cui un giornalista di Gaza. Un superstite Najy Abu Murad, fratello di uno degli artificieri rimasti uccisi, racconta: “C’era un sorta di trappola nella bomba”, essendo convinto che l’ordigno fosse stato manipolato “nell’intento di provocare vittime”. Alle operazione di disinnesco stavano assistendo tre esperti giornalisti, conosciuti a Gaza e le operazioni di neutralizzazione della bomba erano iniziate nella prima mattinata quando l’ordigno era stato trasferito da una località vicina ai grattacieli di Sheikh Zayed, presso Beit Lahya, in un campo di calcio distante oltre cento metri, precauzione che ha salvato altre vite umane, al di là della morte delle sei persone avvenuta a poche ore dalla scadenza della tregua di 72 ore iniziata domenica sera. Israele ha infatti reso noto che non asseconderà alcun progetto di ulteriore cessate il fuoco se Hamas non restituirà i corpi di due soldati dispersi a Gaza, Shaul Oron e Hadar Goldin. Intanto di chiunque sia la colpa, resta il fatto che sia rimasto colpito un reporter italiano, il quale lavorava per diverse agenzie internazionali, tra cui l’Associated Press ed aveva coperto alcuni dei maggiori eventi dal Medio Oriente alla Turchia ai Balcani fino al disastro della Costa Concordia. Camilli inoltre conosceva bene Gaza, città a cui aveva dedicato un documentario, “About Gaza”, nel quale raccontava la storia della Striscia e narrava, attraverso le immagini, la difficile vita quotidiana dei palestinesi, i loro usi e i loro costumi, a cui sono poi seguiti tanti altri reportage nel corso degli anni. Alcuni parenti dicono di lui: “Simone viveva da lungo tempo in quella zona ma in passato ha seguito anche altri conflitti in zone difficili del mondo, autore di numerosi reportage. E’ sempre stato in prima linea”, invece il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, esprime il suo cordoglio per la morte del reporter a Gaza affermando: “La morte di Simone Camilli è una tragedia, per la famiglia e per il nostro Paese”.

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About the Author: Giulio Borbotti