Renzi in Iraq: “L’Europa in questi giorni deve essere in Iraq altrimenti non è Europa”

mediooriente

In Parlamento si discute sull’invio di armi ai curdi

20\08\2014 – Il medio-oriente, ormai, è una polveriera. Dalla Siria al Libano, dalla Palestina all’Iraq, nessuna delle soluzioni avanzate dalle varie parti “in gioco” sembra essere soddisfacente. Anzi, le condizioni peggiorano a vista d’occhio. In Iraq gli scontri tra esercito iracheno, milizie sciite e curde, da un lato, e miliziani dello stato islamico, dall’altro, non si placano e, in base alle notizie che trapelano, la situazione sarebbe ben più complessa di quello che sembra. Tuttavia il rischio che le ripercussione si estendano non solo ai Paesi vicini ma anche a quelli che, sebbene più lontani, hanno giocato o giocano ancora oggi un ruolo da protagonisti in ordine alle crisi che stanno colpendo quelle regioni, è più che reale. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. L’instabilità creata in medio-oriente ed il clima di tensione e paura che si registra hanno delle cause e stanno già determinando, tra battaglie, morti, feriti, sfollati, perseguitati, conseguenze tragiche.

Stati Uniti a parte, anche l’Europa dovrà inevitabilmente assumere una posizione chiara per riportare la situazione alla normalità o, comunque, per evitare circostanze irrimediabili. matteo-renzi-premier-2Questo è l’appello lanciato dal Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in visita a Baghdad per discutere con il premier uscente dell’Iraq Nouri Al Maliki, mentre i ministri degli Esteri e della Difesa, Federica Mogherini e Roberta Pinotti, in Parlamento, chiedono alle commissioni di fornire il proprio assenso in merito all’invio di armi ai curdi. “L’Europa in questi giorni deve essere in Iraq altrimenti non è Europa” ha tuonato il Segretario del Pd che, secondo quando trapelato, dovrebbe anche avere un incontro bilaterale con il presidente iracheno Fuad Masuum e con il premier incaricato di formare il nuovo governo, Haidar Al Abadi. Ad Erbil, invece, è previsto un colloquio con il presidente del Governo regionale del Kurdistan iracheno Masud Barzani. Per quanto concerne, invece, gli aiuti, come già anticipato, oltre a quelli umanitari, si sta discutendo del possibile invio delle armi necessarie a bloccare le avanzate dell’IsilQuel che è certo è che l”Italia, anche come rappresentante dell’Unione Europea, intende assumere un ruolo attivo per affrontare non solo la crisi umanitaria ma anche e soprattutto quella di natura militare. Gli aiuti militari potrebbero essere avviati già entro fine settimana con l’invio di armi, tra cui kalashnikov e mitragliatori, e munizioni. A ciò si aggiungano altri strumenti difensivi come sistemi di comunicazione radio, dispositivi anti-bomba, puntatori laser, giubbotti antiproiettile.

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About the Author: Luigi Iacopino