Sotto veti incrociati l’umiliazione dei Gentile

I senatori Bilardi e D’Ascola rischiano di essere trascinati nel baratro dai Gentile

gentileDa abile tessitore di strategie a presenza ingombrante. La parabola del coordinatore regionale dell’NCD, Antonio Gentile, appare inesorabilmente in fase discendente dopo l’evolversi degli avvenimenti delle ultime ore. Se solo fino a qualche giorno fa, infatti,  Gentile sembrava in grado di dettare le regole  del gioco, tenendo sotto scacco persino il governo nazionale, adesso rischia egli stesso di essere da ostacolo alla sopravvivenza della neo formazione politica che in Calabria si trova la strada  sbarrata sia a destra che a sinistra. L’avvertimento è chiaro ed è emerso in riva allo Stretto proprio in corrispondenza della visita in città, per un appuntamento elettorale, del coordinatore nazionale, il senatore Gaetano Quagliarello che ha annunciato che in tema di alleanze in vista delle regionali le decisioni saranno ufficializzate in settimana.  Ma è nel retroscena che, sembra, si siano consumati i fatti più significativi che determineranno le sorti del NCD.  Pare che nel corso di un pranzo riservato a pochi intimi, a casa del senatore D’Ascola, secondo fonti attendibili, è stata condivisa da più parti la richiesta di un ritiro della candidatura dalle prossime regionali di Pino Gentile. La delegittimazione dei Gentile in corso, oltre ad essere avvalorata da assenze pesanti come quella dell’ex governatore Giuseppe Scopelliti, dell’assessore Demetrio Arena e del consigliere regionale Tilde Minasi, si è sostanziata quando con fermezza è stato chiesto di fare un passo indietro per favorire accordi di coalizione resi attualmente impossibili. Tra oggi e domani UDC e NCD dovrebbero sciogliere il nodo della costituzione di un terzo polo. Una scelta che si rivela obbligata alla luce dei veti posti sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Ma le porte potrebbero riaprirsi proprio in virtù dell’uscita di scena dei due fratelli cosentini. Sulle loro spalle potrebbe ricadere, dunque, la polverizzazione di quel patrimonio di consensi che nell’ultima consultazione elettorale proprio nella nostra regione portarono il NCD  ben oltre la media nazionale. Diverse le questioni spinose fin qui sul tavolo. Non sfuggirà ai più, per altro, la difficoltà di far digerire al proprio interno una eventuale alleanza con il PD. Su questo terreno anche a Reggio ci sarà ben presto la resa dei conti. Se da un lato per il senatore Bilardi, già piuttosto avvezzo al trasformismo, l’operazione sarà più indolore non pochi problemi si profilano all’orizzonte per il senatore D’Ascola a cui sarà chiesto in che modo ha interpretato e l’uso che ha fatto della fiducia accordata dai propri elettori.

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