Lettera ai candidati alla presidenza della Regione Calabria

regioneE’ nato: dopo nove mesi d’attesa, una nuova creatura si è affaccia al mondo. Gioia per i genitori; felicità per i nonni; allegria per i fratelli. Il nuovo o la nuova arrivato/a è al centro dell’attenzione. Si evidenziano le qualità: uniche ovviamente. Ma col trascorre del tempo: qualcosa non quadra. Comportamenti strani interrogano quasi sempre gli insegnanti che contattano i genitori: i quali, spesso sbigottiti e increduli, negano e sostengono che è un problema momentaneo. Tutto si risolverà con il tempo. Ma, purtroppo, non è così. Il figlio/a ha problemi di natura neuropsichiatrica. Dopo aver accettato l’evento (passaggio non facile e non scontato) per i genitori si pone un altro problema: che fare? Purtroppo in Calabria non esiste un reparto di neuropsichiatria infantile. E’ necessario andare fuori. Il cammino della speranza conduce alla Stella Maris di Pisa; al Gaslini a Genova; al Bambin Gesù a Roma. Con sacrifici e costi per le famiglie e per la regione Calabria costretta poi a rimborsare le spese alle altre regioni. Tra l’altro i tempi per una visita sono lunghi e i ricoveri devono essere ripetuti nel tempo (ogni 6 – 8 mesi per almeno due anni). E’ un fenomeno sommerso, poco noto; non fa notizia: ma c’è. Eppure basterebbe poco. Un piccolo reparto di neuropsichiatria infantile con dieci/venti posti letto al massimo non necessiterebbe di investimenti strumentali: solo di formazione sul personale. Così si potrebbero aiutare le famiglie a superare i primi momenti di difficoltà; assisterli nel cammino da percorrere; guidarli nelle scelte da compiere. Nascerà mai un reparto del genere? Lo spero.

Tonino Nocera

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