Canone Rai: Renzi modifica la tassa più odiata e evasa dagli italiani

canone raidi Fabrizio Condemi – Renzi vuole dimostrare di voler cambiare verso, così, oltre alla riforma di IMU e Tasi, che dal 2015 diventeranno Local Tax, una tassa unica sulla casa, ipotizza nella Legge di Stabilità 2015 anche delle novità sul Canone RAI, che dal prossimo anno probabilmente entrerà a far parte della bolletta elettrica, al fine di contrastare l’evasione di una delle imposte più odiate dagli italiani e diffondere così la filosofia: pagare meno, ma pagare tutti quello che d’ora in poi non sarà più un canone, bensì un “contributo” per la televisione di Stato. Adesso, secondo il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) pagheranno tutti e “per evitare di pagare bisognerà dimostrare di non possedere una tv o un qualsiasi dispositivo con cui sintonizzarsi sui programmi RAI”. Nel mirino finiranno dunque anche computer, tablet o smartphone. L’obiettivo del Governo Renzi è quello di fare cassa e recuperare circa 450 milioni di euro, quelli che, annualmente, gli italiani non versano, per una serie di motivi, tra cui:

la scarsa qualità dei servizi offerti;

la fornitura di un servizio non espressamente richiesto;

il fatto che il Canone RAI venga percepito più come un abbonamento facoltativo, che come un’imposta obbligatoria.

Dal prossimo anno il Canone RAI sarà quindi inserito nella bolletta elettrica e l’importo da versare dipenderà da diverse variabili, quali:

il reddito familiare (la spesa potrebbe oscillare tra 35 e 80 euro , contro l’importo attuale pari a 113,50 euro, suscettibili all’inflazione ); i consumi delle energie come il gas e la luce.

Il pagamento del Canone RAI dal 2015 inoltre non avverrà più con bollettino, ma tramite il Modello F24 (ipotesi in attesa di conferma).

Insomma anche la tassa più evasa (perché rappresenta la Tassa più ingiusta, forse) non verrà tagliata dal Governo Renzi ma ci si assicurerà che la si paghi tutti, anche chi avrà a casa solo un Tablet… Mentre il “vecchio” canone era solo una tassa arcaica che prevedeva come presupposto d’imposta il solo possesso di un apparecchio per la ricezione dei programmi televisivi via antenna, ideata quando i televisori erano pochi e si trasmettevano solo trasmissioni di Stato, il contributo RAI “nuovo” di Renzi pare proprio un salasso “gratuito” perché si arriverà a fare pagare una tassa RAI anche a chi possiede solo uno smartphone e che di RAI o TV non ne vuole sapere, tutto pur di fare cassa…

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