Reggio, visita del premier: Cgil e Fiom in sciopero

I giorni delle elezioni – comunali e regionali – sono trascorsi, rispettivamente, da un mese e da qualche giorno e, passata l’ubriacatura alla quale tutti i cittadini reggini sono stati sottoposti, si deve tornare a fare i conti con la realtà. E la realtà reggina, sempre più frammentata e condizionata dalle contorte logiche politiche degli ultimi anni, nonché dalla pessima stagione commissariale, è caratterizzata non tanto più dalla presenza di problemi endemici, quanto piuttosto dal consolidamento di un modus vivendi che nulla ha a che vedere con gli equilibri, sociali, lavorativi ed istituzionali, che dovrebbero caratterizzare una collettività che, prima che ente, sia comunità. Due appuntamenti politico-elettorali sono appena passati e pare che in pochi se ne siano resi conto, probabilmente, perché, a ben vedere, ciò che conta è la risoluzione concreta dei problemi. Non c’è dubbio, quindi, che tanti – soprattutto coloro che vedono il loro destino drammaticamente in bilico – si attendono una risposta che non provenga solo dal livello politico locale ma anche da quello nazionale. Sono i Governi, in effetti, che finiscono col condizionare anche pesantemente la discrezionalità e l’agibilità politica di chi si trova ad amministrare un ente. In questo contesto, variegato e controverso, appare evidente che i tagli agli sprechi (ma non solo) richiesti dall’attuale esecutivo e previsti dalla Legge di Stabilità, che, come denunciato soprattutto da qualche Presidente di Regione (Maroni e Chiamparino, senza fare nomi) rischiano di abbattersi come una mannaia sugli enti locali, non fanno dormire sonni tranquilli. Probabilmente, la visita prevista per domani, venerdì 28 novembre, del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, servirà, tra l’altro, anche a sciogliere queste perplessità. Il segretario del Partito democratico farà visita non solo al porto di Gioia Tauro, che da anni, ormai, è al centro di dibattiti e polemiche interminabili, ma anche alle industrie “Ansaldo Breda”, che, alla pari di altri poli industriali italiani – e le cronache degli ultimi giorni lo dimostrano – potrebbero rientrare nell’ambito di una complessa operazione di (s)vendita ad uno dei tanti gruppi imprenditoriali o multinazionali stranieri. La notizia dell’arrivo del Premier, com’era tuttavia prevedibile, non è stata accolta con (molto) entusiasmo dalla Cgil e dalla Fiom che, in perfetta sintonia con i pessimi rapporti che vi sono a livello nazionale, hanno manifestato, attraverso un comunicato, la volontà di indire una giornata di sciopero di otto ore proprio per venerdì 28 novembre alla quale dovrebbe affiancarsi un presidio di lavoratori, precari e pensionati, davanti ai cancelli dello stabilimento industriale, con il duplice scopo di evitare che la visita di trasformi nell’ennesima passerella e di chiedere risposte in merito al “mantenimento della produzione in un centro produttivo logisticamente strategico quale quello reggino, all’interno dell’asset Euro-Mediterraneo”, nel contesto più ampio della definizione di politiche industriali per il Mezzogiorno.

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