Il governo Renzi scivola al Senato sul DDL scuola

MATTEO RENZI

di Carlo Viscardi – Il premier Renzi, nonché segretario del PD, fino a ieri sera In direzione Pd sfidava apertamente la minoranza interna del suo partito che contesta la politica del governo dichiarando : “La mia segreteria ha un senso solo se si fanno le cose; Chi volesse oggi bloccare questo percorso mi tolga la fiducia in Parlamento e in direzione”, e facendo riferimento alla “riforma della buona scuola” suggeriva : “Prendiamoci altre due settimane di tempo e andiamo a discutere in ogni circolo”. ( Tgcom24)
La “spavalderia” che caratterizza il premier è stata ripagata poche ore dopo, infatti è di poche ore fa la notizia che la riforma non ha passato il vaglio del parere di costituzionalità. Con 10 voti contrari e 10 a favore il parere in commissione Affari Costituzionali non passa, il tutto per la mancanza del voto decisivo di Mario Mauro, senatore di Gal che nei giorni scorsi ha annunciato l’uscita dalla maggioranza, mentre il presidente Anna Finocchiaro, stranamente, ha espresso voto favorevole dato che per prassi i presidenti di commissione non votano; mentre i senatori di Ncd non sarebbero stati presenti al momento del voto.
Il Senatore Mario Mauro giustifica la sua decisione così : “Da un punto di vista costituzionale la riforma della buona scuola è scritta male pertanto fermiamoci e riscriviamola meglio”. esami scuola mediaGrandissime perplessità arrivano dal coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio che facendo notare le dichiarazioni precedentemente rilasciate dal premier ipotizza che la discussione verrà fatta nei “CIRCOLI DEL PD” e non con i Sindacati e quindi non si aspetta queste grandi novità, e fa notare che molti insegnanti stanno “abbandonando” i PD, vedi i risultati delle regionali, e che forse dovrebbero trarne le debite riflessioni. Sta di fatto che questa volta il Premier ha “toppato” in fatto di sicurezza e di autostima, e che se si volesse esaminare veramente e riportare alla realtà dei fatti questo “scivolone” , b’è di certo non si prospettano dei bei momenti, dato che se la “terza gamba” del governo, NCD, comincia a disertare e le defezioni dei “suoi”, che fanno opposizione interna, continuerà così o aumenterà, il governo non potrà di certo rimettere ogni sua decisione al voto di fiducia… Si spera che il premier prenda atto della situazione e ne tragga le dovute conclusioni.

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