Reggio Calabria, si scaldano i motori del centrodestra: “Occorre ripartire dai valori”

conferenza centrodestra unito Sala CallipariL’appuntamento era di quelli attesi ma pensati con scetticismo. Il centrodestra reggino, infatti, anche se mai completamente diviso, in questi ultimi anni ha vissuto periodi di grande lontananza e contrapposizioni a distanza, percorsi individuali e recriminazioni riguardanti scelte passate. Ma, di fronte a una sinistra che giornalmente mette in evidenza incompetenze e lacune di vario genere, carenze piuttosto gravi e una totale assenza di qualsivoglia programmazione circa lo sviluppo del territorio calabrese in generale e reggino in particolare, questo momento di unità si è reso necessario per costruire un percorso politico alternativo credibile. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dai movimenti e dai partiti che hanno aderito alla convention svoltasi presso la sala Calipari del Consiglio regionale. L’incontro, introdotto dal Consigliere regionale, Francesco Cannizzaro, ha visto la partecipazione di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Azione Nazionale, Noi con Salvini, Fiamma Tricolore e Idea Calabria.

Massimo RipepiDiverse le questioni affrontate in questo lungo pomeriggio carico di passione e del desiderio di ricucire i rapporti con una comunità che ha bisogno di un’alternativa di centrodestra che sappia, si, fare opposizione denunciando errori, inadeguatezze e mancanze dell’attuale amministrazione cittadina ma che sia anche in grado di costruire un percorso nuovo e credibile, allontanando ogni ombra di inciucio e ripartendo dai valori. Concetti, questi, ampiamente ripresi da Massimo Ripepi di Fratelli d’Italia che ha chiarito con forza la necessità di mettere al centro quei valori anche e soprattutto cristiani che, nel rispetto delle reciproche identità, consentano di costruire programmi e proposte che sfruttino le potenzialità offerte dalla città metropolitana. Proprio in quest’ottica, ha ulteriormente precisato il rappresentante del partito di Giorgia Meloni, è necessario non soltanto ricordare gli errori commessi e i traguardi raggiunti ma anche prendere le distanze dal modus operandi dell’attuale amministrazione Falcomatà che non sta portando giovamento a una città che non ha bisogno di padroni egoisti e tornacontisti ma di servitori che siano disposti a sacrificarsi. Durissimi, poi, gli affondi contro il commissariamento, considerato come un atto politico voluto per combattere un uomo e una classe dirigente, e le unioni civili, provvedimento ritenuto dannoso per la società e inutile perché tutti i diritti sarebbero già ampiamente riconosciuti.

Franco GermanòA insistere sulla necessità di ripartire dai valori anche Franco Germanò che nel suo intervento ha posto la lente di ingrandimento sulla necessità di una rigenerazione del centrodestra, perché se il centrosinistra vince e poi manifesta tutta la sua incapacità a governare “è evidente che vince per demeriti nostri”. Il rappresentante di Azione Nazionale ha ribadito che le battaglie devono diventare battaglie non solo nelle strade ma anche nelle sedi istituzionali, costringendo un sindaco che non risponde alle domande a farlo attraverso lo strumento della costrizione in aula sino all’ottenimento della risposta. “Io non accetto – ha infatti tuonato – una situazione in cui avvengono fatti gravi in città, come il Miramare e la vicenda Quattrone, sui quali non si faccia chiarezza”. La convention “non deve essere una parata” ma dovrà servire a costruire un nuovo centrodestra evitando ogni ombra di inciucio e quei tradimenti ai danni di una città che si trova in condizioni che non ha mai conosciuto nella propria storia. Duro anche nei confronti dell’atteggiamento di alcuni sindaci presenti in aula e rappresentanti del centrodestra che nello spazio di 24 ore hanno firmato due testi “assolutamente contraddittori” tra di loro, il primo di denuncia di Falcomatà e il secondo di ringraziamento rispetto alla questione dei fondi dei 130 milioni di euro. È necessario ripartire con “un nuovo spirito” per “tornare a essere credibili rispetto alla nostra gente” perché “il popolo di centrodestra è stanco di questo centrodestra”.

Ma, nel pomeriggio del centrodestra, si è cercato anche di porre l’attenzione sulle grandi questioni irrisolte che stanno profondamente condizionando il territorio, da quella dell’aeroporto, vero cavallo di battaglia di Massimo Ripepi, che dovrebbe essere qualificato come aeroporto di interesse strategico alla promozione del porto di Gioia Tauro, dalla pressione fiscale all’erogazione dei servizi sul territorio, dalla questione delle infrastrutture e dei trasporti all’immigrazione, sino a giungere al prossimo referendum costituzionale di ottobre che potrebbe rappresentare l’occasione per porre fine all’esperienza del governo Renzi. Le aspre critiche al sindaco della città in riva allo stretto, ripreso anche per le incertezze manifestate in occasione della sua partecipazione alla trasmissione “Omnibus” su L7, come anche i duri affondi contro il governo regionale di Oliviero, hanno ampiamente riempito gli interventi di tutti i partecipanti, sia sul piano dell’assenza di trasparenza e del corretto agire politico che su quello dei rapporti con le altre istituzioni, in particolare modo con il governo nazionale.

A detta dei partecipanti, l’evento di ieri non è stato che il primo passo per un potenziale percorso che potrebbe dar vita a un progressivo avvicinamento delle forze di centrodestra, compreso il movimento del presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, che è ritornato a porre l’attenzione sulla questione istituzionale, ribadendo ancora una volta come i sindaci siano ridotti a essere meri esattori delle tasse. Non resta che attendere i futuri incontri, che dovrebbero svolgersi anche in provincia, per iniziare a porre le prime basi di un percorso comune che riaggreghi il centrodestra nel rispetto delle identità ma superando diffidenze e concentrandosi su valori, idee e progetti condivisi.

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About the Author: Luigi Iacopino

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