L’ironia … una questione seria!

Io non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa. (Woody Allen)

L’ironia è una modalità comunicativa utile ed efficace.Più immediata del linguaggio formale, se ben utilizzata, riesce a trasmettere una serie di informazioni in minor tempo e senza troppe parole. Questa competenza, sembra essere una dote naturale. Negli altri, nelle persone che ci ascoltano, stimola piacevoli sensazioni e lascia sorpresi: si torna ad essere bambini! È preferibile servirsi dell’ironia quando il nostro interlocutore si trova davanti a noi. L’assunto di base è che per usare questa strategia, bisogna avere un’intesa particolare con l’altro, o un carisma indiscusso. In genere si pensa di non esser fraintesi, nonostante questo sia un pericolo in cui è possibile imbattersi. Perché se è vero che non tutti sanno ricorrere all’ironia, è altrettanto possibile che non tutti riescano a comprenderla. In psicologia quando si parla di “concretismo del pensiero”, ci si riferisce alla tendenza a non andare oltre il dato rilevato soggettivamente (la realtà è così e non potrebbe essere diversamente da come appare a me). Questa trappola non ci permette di vedere, però, “l’oltre” -infinito- a cui una frase, e la realtà tutta, può alludere. Quando si sceglie di utilizzare il registro comunicativo ironico, si ricorre, inoltre, al decentramento: mettersi nei panni dell’altro. Prevedere mentalmente la reazione del nostro interlocutore alla nostra frase, ci spingerà, infatti, verso un comportamento piuttosto che un altro. Ci permetterà di partecipare al dialogo, decidendo il registro più idoneo, considerati tutti gli aspetti contestuali. L’autoironia (ironia di sè) è per i più audaci. Ne fa uso chi non ha paura di dare in pasto ai benpensanti il valore di se stessi. Ha come oggetto i propri difetti, serviti con ilarità, su un piatto d’oro zecchino. Tanto rara quanto utile, è soprattutto preziosa. Chi ne fa uso possiede una grande autostima. Ma qual è il reale vantaggio nel ricorre all’ironia? Quando e perché utilizzare questa modalità comunicativa? -nei rapporti interpersonali: davanti ad una persona che non si prende troppo sul serio, si abbassa il nostro livello d’ansia. Ci sentiamo in sintonia con l’altro e possiamo instaurare rapporti empatici. – come strategia per affrontare un momento spiacevole: vedere il lato ironico della situazione, permette di distoglierci da qualcosa che ci tormenta. E anche se solo per un po’, “diamo respiro” alla nostra mente. – Quando si parla a se stessi: possiamo scherzare su di noi con noi. Ridere di noi, delle nostre reazioni a situazioni che, seppur generatrici di sofferenza, iniziano così, a colorarsi di toni pastello. -Nelle relazioni di coppia: ironizzare sugli aspetti dell’uno e dell’altro crea complicità. D’altra parte uno dei segnali che mostra la fine di un rapporto, infatti,è proprio l’assenza di questa attitudine: quando non si ama più o si sta entro cicli interpersonali disfunzionali, si smette di giocare con l’altro sui reciproci difetti. Bene, adesso però, una piccola avvertenza: l’ironia non va scambiata col sarcasmo. Quest’ultimo è il cugino invidioso e ,come tutti gli invidiosi, è nocivo per sè per gli altri.

Olga Iiriti Psicologa, psicoterapeuta

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